Intorno a me · Musei e mercatini · Varese
Il museo in breve
Ci sono case che sembrano musei e musei che sembrano case. Casa Macchi, a Morazzone, appartiene decisamente alla seconda categoria. Entri e hai la sensazione che qualcuno sia appena uscito a comprare il pane, con la caffettiera ancora sul fuoco e la pipa appoggiata sul tavolino.
Ci sono stata a novembre dell’anno scorso, durante Tante care cose, il mercatino di rigatterie e anticaglie che il FAI organizza proprio nel giardino e nelle stanze della casa. E devo dire che non c’è cornice migliore per curiosare tra lampade, porcellane, vinili e vecchi giocattoli, perché intorno a te c’è una casa intera fatta degli stessi oggetti, rimasti lì per decenni.
Una storia di famiglia lunga tre generazioni
La casa è una piccola palazzina dell’Ottocento con una torretta, proprio accanto al campanile della chiesa. Nel 1898 passa ad Adele Bottelli, moglie di Giuseppe Macchi, e la famiglia ci vive per tre generazioni. L’ultima abitante è stata Maria Luisa Macchi, che nel 2015 l’ha lasciata al FAI con un desiderio molto bello, cioè che diventasse un museo vivo per il paese. Dopo un lungo restauro la casa ha aperto al pubblico nel 2022.
Dentro si trovano ancora i mobili originali, i ritratti di famiglia e un archivio di lettere, fotografie, diari e cartoline che va dal Risorgimento alla Seconda guerra mondiale. Al primo piano ci sono le camere, il boudoir, la stanza dei vestiti e una veranda che guarda sul giardino. Nella vecchia scuderia un video introduce la visita, mentre l’antico negozio di famiglia è stato trasformato in un emporio con gli arredi di una drogheria milanese.
Cosa mi è rimasto nel cuore
Ho fatto un giro lento tra le bancarelle, fermandomi davanti ai servizi di piatti vintage e alle cassette di vinili da sfogliare uno per uno. Poi mi sono concessa un cartoccio di caldarroste, che a novembre è quasi un obbligo. L’ho adorato, dalla prima bancarella all’ultima castagna.
Il mercatino Tante care cose
Tante care cose torna più volte durante l’anno e la prossima edizione è in programma sabato 21 e domenica 22 novembre 2026. Ci sono mobili, libri, stampe, abiti, dischi e oggetti di modernariato, oltre a un bar aperto dalla colazione all’aperitivo. Le visite guidate alla casa si svolgono come al solito, ma conviene controllare sul sito del FAI se sono comprese nel biglietto dell’evento.