SOLVITUR AMBULANDO

Il linguaggio segreto del camminatore.

la teoria del camminare cover eliot edizioni

Di tutti i libretti filosofici sul camminare Balzac si pone come una lettura necessaria, quasi tanto quanto lo è stato Thoreau. È infatti stato proprio questo ottocentesco e baffuto drammaturgo a scrivere uno dei più importanti testi sul misterioso linguaggio segreto del camminatore.

La Théorie de la démarche viene pubblicata in cinque puntate su L’Europe littéraire, nel 1833. Definirlo un testo socio-antropologico sarebbe la cosa migliore,  anche se l’opinione dominante lo vede più come un saggio dai toni beffardi. Basti immaginare l’autore che, seduto a lato strada, osserva ben duecentocinquantaquattro persone (e mezzo) mentre camminano inconsapevoli di essere scrutate con occhio quasi clinico dal sopracitato. Quel che ne deriva è un assioma tanto semplice quanto vero:

“Tanti sono gli uomini, altrettante le camminate!”

Dopo Balzac la teoria secondo cui il nostro modo di camminare parla di noi non è mai caduta nel dimenticatoio, anzi. Sono numerosi gli studi che provano ad analizzare la differenza tra una falcata lunga e ben distesa e passi piccoli ma frettolosi. A quanto pare l’ansia appesantisce il passo, le persone decise lasciano un’impronta ben marcata sul suolo, i pensieri positivi donano fluidità ai movimenti. E tutto questo pare sia ben percepibile da un occhio esterno.

Camminare è quindi parte integrante del nostro modo di essere, una forma d’espressione alternativa che spesso dimentichiamo di avere. Perché ci viene naturale, perché l’abbiamo sempre fatto, come il respirare.

Sarebbe sbagliato affermare che nasciamo camminando ma non a caso è uno dei primi grandi progressi che i nostri genitori festeggiano: il primo passo. Siamo predisposti al movimento, al procedere in senso fisico nella vita e nello spazio che ci circonda. Siamo geneticamente portati all’esplorazione dello spazio attorno a noi.

citazione La teoria del camminare Balzac

Ma tornando a cosa ci racconta il camminare di una persona… Quante volte è capitato di andare a camminare per boschi e incontrare una persona che tenta goffamente di risalire una pendenza, arrancando e facendo leva su piedi malfermi? Tante. “Quella è una persona che non è abituata a camminare” è la prima cosa che ci diciamo. Perché noi ormai sappiamo che il corpo impara, che i muscoli hanno una memoria propria e davanti ad una pendenza di un certo tipo i piedi vanno inclinati in una precisa maniera, e le ginocchia leggermente flesse e la schiena piegata così e via andando.

Il corpo nel suo movimento è come un testo scritto, da leggere e interpretare. Secondo Balzac è addirittura possibile intuire il sesso e la classe sociale del marcheur, senza limitarsi a giudicare un’andatura sgraziata o incedere elegante e fluido. Il ginocchio che si flette, la rigidità delle anche, l’appoggio del tallone al suolo, sono tutti elementi che ci raccontano la condiziona umana del camminatore.

Che si sia virvoucher * o marcheur dal passo deciso, “il modo di camminare è il podromo esatto del pensiero e della vita.” Il nostro passo ci precede nel presentarci, nel dichiarare le nostre intenzioni, nell’affermare cosa ci aspettiamo dal mondo. Basti pensare alla sottile differenza di andatura di chi esce per una passeggiata rilassante, domenica pomeriggio, rispetto al passo deciso di chi sta risalendo il fianco di una montagna per poter dire “Sono arrivato in cima!”. Due andature differenti che svelano obiettivi differenti.

E quindi Balzac continua a riflettere, attraverso i suoi dodici aforismi, sul quel linguaggio misterioso che nonostante tutto è ben visibile ad ognuno di noi: il movimento.

Un testo curioso, sicuramente ricco di spunti divertenti che vi faranno tornare alla mente episodi e persone incontrate lungo il cammino, su cui finora non vi eravate mai realmente soffermati a riflettere.

“Quando avevo appreso tutto, non avevo appreso nulla, e camminavo!”

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*virvoucher è una parola bellissima che mi ha insegnato proprio Balzac. Arriva dal francese antico e indica quella persona che non sta mai ferma, che non è capace di dare pace al proprio corpo e vive di movimenti inutili.

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Continuando a camminare potresti incontrare anche:

  •   A spasso nel bosco un film di Ken Kwapis,tratto dal romanzo Una passeggiata nei boschi di Bill Bryson. La narrazione di un trekking lungo, arduo ma ricco di incontri, dove le persone conosciute lungo la strada fanno parte del cammino stesso.
  • Speciale sul camminare Fahrenheit & Luca Gianotti. Luca Gianotti è Guida Ambientale Escursionistica, fondatore del Deep Walking e voce interessante e ammaliante quando si tratta di cammini e trekking.
  • Camminare può cambiarci la vita – Shane O’Mara, Einaudi, 2020