Guida pratica per programmare un viaggio a Lanzarote

Questa è una guida pratica che vi fornisce le informazioni necessarie per organizzare il vostro viaggio a Lanzarote.

VOLO
i voli per lanzarote vanno prenotati con largo anticipo se si vuole risparmiare, dall’italia di solito Ryanair (che parte da Orio al Serio) è quello che offre più voli ma se avete la possibilità di partire durante la settimana ( martedì e giovedi) da qualche tempo a questa parte anche Easyjet (che parte da Malpensa) mette a disposizione biglietti a prezzi competitivi. Per darvi un’idea, se prenotate verso febbraio-marzo un adulto con bagaglio a mano e bagaglio grande in stiva se la casa con 250 euro, andata e ritorno, prenotando verso aprile-maggio il prezzo può salire fino a 750.
​Se invece il vostro è un viaggio invernale, nel periodo da Nalate e Capodanno il prezzo è sempre 250, lontano dalle feste scende fino a 150 a/r.

SPOSTAMENTI
Condizione necessaria per visitare l’isola è l’automobile! Secondo me non se ne può proprio fare a meno! Il miglior autonoleggio a cui rivolgersi è Cicar o Cabrera Medina (è la stessa compagnia) che è proprio dell’isola, non chiede cauzione, si paga tutto quando si ritira l’auto, non chiedono carte di credito, le macchine sono sempre nuove e ben allestite, i prezzi sono i più bassi e ti restituiscono i soldi se la riconsegni con più benzina di quando te l’avevano lasciata e se non hanno disponibile l’auto che avevi prenotato te ne danno una più grande senza dover pagare alcuna differenza.
Con 190 euro abbiamo preso una opel astra, per una settimana.
I mezzi di trasporto pubblico ci sono ma sono lenti e non raggiungono proprio tutte le destinazioni, idem per i taxi, ce ne sono moltissimi, costano poco, si fa prima a fermarli per strada perchè chiamandoli per telefono se la prendono comoda e ci mettono una vita ad arrivare e non ti portano proprio ovunque (per esempio se doveste raggiungere Playa Papagayo il taxi vi lascerebbe all’inizio dello sterrato e dovreste fare 45 minuti a piedi su un sentiero di sabbia soleggiatissimo).

METEO
Il tempo a lanzarote è sempre soleggiato, solo la mattina presto ci è capitato di trovare delle nuvole a nord ma per il resto la temperatura non scende mai sotto ai 20 grandi d’inverno e anche se d’estate supera i 30 il vento non ve lo farà nemmeno percepire quindi munitevi di crema solare SEMPRE anche per passeggiare in città.
ultimo ma non per importanza:
DOVE ALLOGGIARE?
Questa volta non vi consiglio un luogo specifico, vi elenco i pro e i contro delle diverse parti dell’isola così da lasciarvi scegliere secondo i vostri gusti.
NORD: la parte nord dell’isola è molto carina, caratteristica, formata da tanti piccoli villaggi di pescatori o abitati da gente del posto. In questa zona non si trovano grandi hotel, solo qualche casa vacanzee qualche b&b (dalle parti di Arrieta c’è un campeggio con tende mongole all’interno delle quali si trovano vere e proprie camere da letto!) Qui il vento è sempre molto forte, non ci sono moltissime spiagge di sabbia ma comunque è sempre possibile usufruire delle piscine naturali.
Le principali attrazioni del CACT (centro arte, cultura e turismo) si trovano qui.
In questa parte dell’isola si mangia con gusto a prezzi bassissimi, si trova tantissimo pesce fresco e piatti tipici.
Tempo di percorrenza per raggiungere l’altro capo dell’isola: 1 ora circa.
Tempo di percorrenza per raggiungere l’aeroporto: 40 minuti circa.

CENTRO: la costa est dell’isola che va da costa Teguise a Puerto del Carmen è fornita di tutto, forse anche troppo, mastodontici e lussuosissimi hotel, discoteche, ristoranti, casinò, supermercati. Qui ci sono molte più spiagge (fate attenzioni perché in alcuni tratti, specialmente nei dintorni di Arrecife, la balneazione non è consigliata, nonostante tantissimi lo facciano comunque), si spazia dalle enormi distese di sabbia alle piccole calette più riparate.
Il prezzo del cibo e della vita in generale qui sale leggermente, uniformandosi ai prezzi italiani.
Tempo di percorrenza per raggiungere il nord: 35 minuti circa.
Tempo di percorrenza per raggiungere il sud: 35 minuti circa.
Tempo di percorrenza per raggiungere l’aeroporto: 10 minuti circa.

SUD: in entrambi i miei viaggi a Lanzarote ho alloggiato a Playa Blanca perchè secondo me è un buon compromesso.
Il paese di Playa Blanca è piccolo, alla pari dei paesini che si trovano a nord, però ha tutti i servizi, supermercati, infiniti ristoranti, lavanderia, farmacia, bar , hotel e case vacanze. Ci sono due spiagge nelle immediate vicinanze: la spiaggia di Playa Blanca con mare mosso per via del piccolo porto da cui partono le navi per Fuerteventura e Playa Dorata, un angolino di paradiso con mare limpidissimo, sabbia fine, un chioschetto con il cibo e una doccia pubblica. A soli 10 minuti di auto poi si possono raggiungere le 7 incredibili spiagge della Costa del Rubicon (Playa de Afe, Playa de Mujeres, Playa del Pozo, Playa de la Cera, Playa de Papagayo, Caleta del Congrio e Playa de Puerto Muelas.)
Il cibo è buonissimo, penso di non aver mangiato male nemmeno una volta, ed è adatto a tutte le tasche, comunque su tutta l’isola i ristoranti hanno il menù con relativi prezzi all’ingresso quindi una veloce lettura vi eviterà brutte sorprese.
Le spiagge più belle dell’isola e il parco nazionale dei vulcani si trovano qui.
Tempo di percorrenza per raggiungere l’altro capo dell’isola: 1 ora circa.
Tempo di percorrenza verso l’aeroporto: 25-30 minuti circa.

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20 luoghi gratuiti e segreti a Lanzarote

Vi avevo già raccontato dei principali luoghi di interesse dell’isola, questa volta vi voglio parlare di altri luoghi  più adatti ad un secondo viaggio o a chi cerca qualcosa di più nascosto e avventuroso senza mettere mano al portafogli. 

Partiamo da nord ed esaminiamo l’isola fino all’altro capo.
ORZOLA
La città di Orzola ha una costa prevalentemente rocciosa per questo le pochissime spiagge bianche presenti qui sono davvero un punto di interesse! Venendo dalla strada statale lz-1 e dirigendosi verso la città prima di entrarci si trovano le spiagge di caleton blanco e caleta de mojon blanco, hanno un piccolo spiazzo dove lasciare l’auto ma per il punto preciso affidatevi a google maps perché è molto difficile da notare!

Giunti in paese si può ammirare la caratteristica playa de orzola, una spiaggetta di sassi protetta da un’imponente montagna sulla sinistra.
Dal porto di Orzola, a pochi passi dalla spiaggia, è possibile prendere il traghetto per raggiungere l’isola La Graciosa (al prezzo di 16 euro andata e ritorno) ma ve lo sconsiglio se soffrite il mal di mare, in questo tratto il mare è sempre mosso, estate e inverno, sole o nuvole, per questo stesso motivo la spiaggia di Orzola può avere due aspetti, completamente di sassi e con il mare mosso quando il vento è molto forte (come l’abbiamo trovata noi) oppure sabbiosa e bianchissima quando il sole splende alto nel cielo e il mare si ritira.

LANZALOE
Sull’isola sono presenti musei dell’aloe in ogni angolo, molti dei quali sono gratuiti, il Lanzaloe a differenza degli altri non è un museo ma un’azienda che segue completamente il ciclo produttivo dell’aloe, qui l’aloe viene piantata e curata per 4 anni prima di essere utilizzata, poi viene lavorata e convertita in cosmetici oppure in alimenti. Appena arrivati rivolgetevi alla ragazze del negozio, parlano italiano, inglese, francese, polacco (e ovviamente spagnolo), ci hanno fatto tagliare una foglia di aloe ed estrarre il gel, abbiamo girato per la coltivazione liberamente, mangiato una torta e bevuto un liquore a base di aloe, tutto gratuitamente!

SALINA DI MIRADOR DEL RIO
vi ho già parlato del punto panoramico di mirador del rio ma quest’anno ho scoperto qualcosa  di più, siamo capitati sull’isola nella settimana in cui il centro Arte, Cultura e Turismo aveva indetto uno sciopero quindi tutti i siti erano chiusi, lasciando l’auto nel parcheggio del mirador e scendendo a piedi lungo la strada (senza scavalcare i muretti con scritto “prohibido el paso” perché è veramente molto pericoloso) si arriva ad una curva da cui è possibile vedere lo stesso panorama del mirador del rio ma anche molto di più, infatti da qui si possono scorgere tutte le meravigliose sfumature della salina!

ARRIETA
Uno dei paesi che mi ha colpito di più in questo viaggio è stato sicuramente Arrieta, il villaggio è davvero molto piccolo, abitato per lo più da pescatori o da persone del posto, non ci sono hotel (o se ci sono davvero non si notano) .
​Partendo da nord, proprio dalla parte alta del paese, dove si può lasciare l’auto, si incontra questa particolarissima abitazione, casa Juanita, l’unica sull’isola a non essere dipinta di bianco, con annessa spiaggetta davvero molto carina!

        “C’è una storia molto triste dietro questa casa, un uomo che abitava sull’isola emigrò in argentina e sposò una donna, ebbero una figlia ma questa si ammalò di tubercolosi, pensando che l’aria di Lanzarote le potesse portare sollievo tornarono in patria e costruirono questa casa modellata sull’idea di una casa delle bambole che la piccola possedeva, sfortunatamente lei morì 5 anni dopo”

​Lasciandosi questo luogo alle spalle e camminando sempre dritto verso sud si incontra la scritta con il nome del paese e poco dopo un negozio di souvenir e qualche ristorante. Vi consiglio il ristorante Amanecer, non prende prenotazioni e quindi è necessario andare presto perché raggiunto il completo non fanno più entrare nessuno, ha una bellissima terrazza sul mare e oltre al consueto menù (economicissimo) si può chiedere di mangiare il pescato del giorno!
Su questa passeggiata lungo il paese tra un ristorante ed un’abitazione potete trovare questi piccoli corridoi che affacciano sul mare

Il paese si conclude con playa Garita, piena di surfisti per la grande presenza di onde.

3 km più in alto di Arrieta c’è punta mujeres, sinceramente non ho intenzione di dedicargli molto spazio perché mi aspettavo di meglio, ci sono delle vantatissime piscine naturali, ci sono tornata due volte, la prima volta era nuvoloso, la seconda volta, con una bellissima giornata di sole non erano comunque così belle e anzi sembravano anche abbastanza pericolose, il mare è sempre mosso e gli scogli sono ovunque nascosti dal blu intensissimo dell’acqua.

LOS HELECHOS
​Poco più sotto di Arrieta nella parte centrale dell’isola, abbiamo scoperto per caso un favoloso punto panoramico, cercavamo una via veloce per tornare in hotel e ci siamo avventurati su questa spettacolare strada tra le montagne che si è infine aperta sul Mirador de los Helechos, un punto da cui lo sguardo scivola giù nella vallata deserta fino ai piccoli paesi sulla costa e al mare, abbiamo gustato un cono gelato gigante a soli 3 euro al gusto di Dulce de Leche.

CHARCO DEL PALO
Un altro posto da mozzare il fiato è Charco del Palo, non ha grandi indicazioni per la strada ma è ben segnalato su google maps, seguite le indicazioni per l’omonimo paese, e dopo aver percorso una lunga e stretta strada asfaltata si arriva in questo piccolo paesino, le attività sono tutte chiuse, ma ci sono innumerevoli case di proprietà e case vacanze, è un paese di nudisti quindi non meravigliatevi se incontrerete persone, così come la natura le ha fatte, andare a buttare l’immondizia o portare a spasso il cane! camminando verso la spiaggia si incontra un bivio con un lampione al centro, scendete verso sinistra e dopo 5 minuti di cammino questo sarà lo spettacolo che vi si aprirà davanti.

CALETA DE FAMARA
​Sempre a nord dell’isola ma sulla costa opposta c’è la bellissima spiaggia e l’omonima città di Caleta de Famara, una distesa immensa di sabbia, con un mare limpidissimo contornato da una montagna vulcanica, bandiera rossa costante a causa delle onde, popolata da surfisti e da amanti degli sport estremi.

TEGUISE
​Scendendo verso il centro dell’isola non vi potete perdere la domenica mattina il favoloso mercato di Teguise (dalle 9 alle 14) qui si può trovare di tutto, dai vestiti in cotone canario, agli artigiani del cuoio e del legno, agli artisti di strada, al cibo tipico!
Abbiamo mangiato il queso (formaggio) fritto e marmellata per soli 2 euro, polpo alla gallega a 3 euro e un mojito con zucchero di canna estratto al momento!  Ovviamente girare il mercato vi farà godere anche della bellezza di questa città.
Poco distante dal centro della città svetta la Fortezza di Santa Barbara un antico castello costruito per proteggersi dall’arrivo dei pirati che ospita oggi il museo della pirateria, il prezzo del biglietto è di 3 euro, vale più pagare per vedere il panorama da un punto così alto che per il castello in sé perché all’interno c’è una sala per matrimoni con animali-pirata disegnati sulle pareti e la riproduzione interna di due stanze della Perla Nera di Jack Sparrow con annessi personaggi del film.

ARRECIFE
Arrecife è una città davvero molto turistica, la musica ad alto volume e le feste per le strade sono all’ordine del giorno, sul lungo mare c’è il castello di San Gabriel all’interno del quale c’è il museo di storia dell’isola, il Charco San Gines che è una laguna tra la passeggiata del lungomare e il centro della città e il Barco Telamon, una nave mercantile rimasta incagliata dell’area industriale della città.

EL GRIFO
​Tornando verso il centro dell’isola e spostandoci ancora più in basso, incontriamo El Grifo, il museo del vino dell’isola. Questo luogo non è gratuito ma se volete assaggiare qualcosa di tipico ne vale veramente la pena. L’ingresso costa 15 euro a coppia e comprende il giro del museo, liberi o guidati da una guida italiana, il giro delle caratteristiche vigne a terra e l’assaggio di 6 calici di vino a scelta, con formaggio e qualche tarallo. (potete anche comprare il biglietto con un solo assaggio ad un prezzo inferiore).

LOS HERVIDEROS E IL LAGO VERDE
Sul lato sud ovest dell’isola, nell’area del parco del Tymanfaya, si può camminare nella labirintica passeggiata de Los Hervideros, tanti piccoli sentieri sulla scoglierà che affacciato su gallerie da dove entra ed esce l’acqua dell’oceano, proseguendo sulla stessa strada si arriva al Lago Verde, già visto ma sempre impressionante, si lascia l’auto in un parcheggio, nel villaggio del Golfo, per intraprendere una passeggiata di 5 minuti lungo una montagna rossa che affaccia su una spiaggia nera, con il lago verde sulla sinistra e il blu dell’oceano sulla destra, un progetto tanto ambizioso poteva riuscire solo alla natura!

SALINE E PLAYA JANUBIO
proseguendo in direzione Playa Blanca attirano l’attenzione le Saline Janubio, sul lato sinistro della strada. queste saline, tra le poche ancora attive sull’isola, sono diventate un vero e proprio sito turistico. A dividerle dal mare la nerissima Playa del Janubio, una spiaggia formata con sabbia vulcanica, trascorrendo il pomeriggio su questa spiaggia ci siamo accorti che i sassi più grandi che si trovavano li erano “ripieni” si potevano rompere facilmente e al loro interno c’erano delle pietre verdi semipreziose caratteristiche dell’isola, questo perchè le pietre che componevano la spiaggia sono state ricoperte di lava in seguito all’ultima eruzione del vulcano.

LOS CHARCONES
​Spostandoci ora verso Playa Blanca prima di entrare in città google segnala la strada per Los Charcones.
La più temeraria delle nostre avventure.
Vorrei spendere due minuti e parlare alle vostre coscienze, non fatelo con la macchina a noleggio, noleggiate un quad, una bicicletta, un motorino, fate una gita a piedi ma non andateci con l’auto! Con le auto a noleggio non si potrebbe andare negli sterrati, ma su strade sicure come quella che porta a Playa Papagayo lo fanno tutti ed è comunque una cosa accettabile, qui no!
Qualcuno ha tracciato la strada sulla mappa di google ma la strada non c’è! È un’immensa distesa di terra, con rocce laviche che sbucano da ogni parte e i segni dei pneumatici che un po’ ci sono e un po’ no di qualcuno che è passato prima. Ho chiuso gli occhi e pregato per tutto il tratto, sono quasi 20 minuti di panico puro, con un quad ce ne vorrebbero 5 e senza nemmeno grandi difficoltà, si giunge infine al mastodontico scheletro di un hotel abbandonato e aguzzando la vista, nei piccoli quadratini delle camere, si possono scorgere tavoli, sedie, letti e lavandini, proprio davanti all’hotel la scoglierà ospita le spettacolari piscine naturali, vi avverto, anche scendere è un’impresa! Non so dirvi se ne valga la pena o meno, io l’ho fatto ed è stato stupendo, mi sarei pentita di non averlo fatto, ma credo proprio che non lo rifarei una seconda volta.

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Have a nice rest

trattamento notte per capelli di Yves Rocher

L’eterna lotta al ritorno dalle vacanze, oltre a quella con la sveglia, è quella con i capelli rovinati!
Estate per qualcuno significa salsedine, per qualcun altro significa bagni in piscina e quindi cloro, per tutti significa sole, stress per i capelli e poco tempo per curarli. 

Da quest’anno ho finalmente smesso di disperare perchè ho scoperto il trattamento riparazione notte di Yves Rocher che cura i capelli di notte!
Una noce di crema riparatrice è in grado, in 8 ore di riposo, di stimolare la cheratina e ricostruisce la fibra del capello.
Nonostante li avessi spuntati prima di partire, i 40 gradi di Lanzarote, la salsedine, il vento e le continue docce li hanno davvero messi a dura prova ma vi assicuro che già solo dopo un paio di applicazioni ha restituito ai miei capelli un aspetto sano e luminoso senza bisogno della consueta spuntatina al ritorno a casa. 
Come sempre per questi fantastici prodotti il principio attivo è di origine vegetale, l’olio di jojoba gli conferisce un profumo irresistibile, è senza siliconi, senza coloranti, senza parabeni, e con il praticissimo ecotubo ha anche il 25% di plastica in meno!
La parte migliore di tutto questo è che non unge, quindi non sporca il cuscino e la mattina è completamente asciutta, una spazzolata ai capelli e via, pronti per affrontare una nuova giornata!

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Lago di Molveno, Tovel e Tenno

Prima di partire per il mare abbiamo deciso di concederci un week end lungo in montagna, giusto per respirare quell’aria che ci fa sentire a casa, senza grandi escursioni, solo passeggiate rilassanti.

Da un po’ di tempo stavamo osservando gli spettacolari laghi del Trentino, in particolare l’incredibile lago di Braies ma dalle recensioni trovate in internet sembra che sia diventato turistico all’inverosimile e non era di certo quello di cui avevamo bisogno. Io, in particolare, desideravo aprire la finestra alle prime luci dell’alba e trovarmi davanti il silenzio e la pace di un lago dal colore incantevole.
GIORNO 1: MOLVENO.
Girovagando qua e la in internet sono incappata nel lago di Molveno, quindi trovato un albergo che ci potesse ospitare all’ultimo momento, siamo saltati in macchina e siamo partiti, dopo 4 ore di auto siamo arrivati in questo luogo incredibile e nonostante il sole non splendesse alto nel cielo, il colore del lago ripagava di tutte quelle ore in auto.

Molveno mi ha stupita fin da subito, qui  è possibile praticare ogni genere di sport, è praticamente attrezzato per tutto, estate e inverno! C’è il minigolf, le terme, l’acqua park, i campi da tennis, il parco avventura e tantissime altre cose che non sto qui ad elencarvi ma vi garantisco che danno vita ad un connubio perfetto tra relax e divertimento!
Il paese è carino e molto caratteristico, arroccato sulla montagna, ai piedi del quale ci sono tutte queste strutture sportive e a pochi metri il lago che preserva la sua naturale pace e tranquillità. 

DOVE MANGIARE?
Guidati per metà dalle recensioni e per metà dal profumino che si sentiva in paese abbiamo deciso di fermarci a mangiare all’Osteria del Maso, non potevamo fare scelta migliore! Ristorante caratteristico e ben curato che offre cibo squisito. Mentre gustavo il mio strudel di mele con gelato alla cannella e crema pasticcera al liquore non potevo fare a meno di pensare che quel posto fosse il matrimonio perfetto tra tradizione e innovazione, veramente da 10 e lode!

DOVE ALLOGGIARE?
Abbiamo alloggiato al Grand Hotel Molveno che aveva ancora una camera disponibile nonostante il poco preavviso, la struttura è davvero stupenda, proprio quello che nel mio immaginario avevo sempre desiderato. È leggermente isolato rispetto alle altre strutture del paese, si trova proprio sulla riva del lago in mezzo al bosco, e la nostra stupenda camera disponeva di vista lago su due lati, da una finestra e dal balcone.

Una romanticona come me non poteva perdere l’occasione di puntare la sveglia alle 5.50 per vedere il sole sorgere, (salvo non aver calcolato che il sole nascesse alle nostre spalle!) ma comunque vedere i raggi del sole illuminare prima la cima della montagna e poi via via scivolare giù fino all’acqua color smeraldo è comunque stato un gran bello spettacolo! 

GIORNO 2: LAGO DI TOVEL E LAGO DI TENNO
Domenica mattina ci siamo svegliati e dopo un’abbondante colazione continentale siamo partiti alla volta del lago di Tovel, all’incirca un’ora e venti di auto.
Poche informazioni pratiche su questa meraviglia della natura: il parcheggio del lago è a pagamento, si paga 10 euro ad auto, 4 euro a moto, a prescindere dal lasso di tempo che abbiate intenzione di trascorrerci, il parcheggio è a 2 km dal lago e le strade sono due: un bus navetta il cui prezzo è compreso in quello del parcheggio che vi porterà fino alla riva del lago oppure un sentiero nel bosco.
Mi sembra superfluo dire che abbiamo optato per il sentiero nel bosco, per fortuna gli scarponi non mancano mai nel baule della nostra auto, senza quelli il sentiero non è consigliabile, ci abbiamo impiegato all’incirca 45 minuti, non è stato molto impegnativo salvo qualche salita nell’ultimo tratto.
Lo spettacolo che ci si è aperto davanti agli occhi è davvero qualcosa di indescrivibile a parole, mai e poi mai avrei pensato che un lago potesse avere tante sfumature di colore e allo stesso tempo un’acqua così cristallina. Abbiamo intrapreso il sentiero che gira intorno al lago e che in più tratti ha dei sentieri secondari che scendono verso la riva, aguzzate la vista perché nascoste nella natura ci sono numerose opere d’arte in legno!

​Nella seconda parte della giornata siamo risaliti in macchina per raggiungere il lago di Tenno, ad un’ora e 50 di distanza, lungo la strada però attanagliati dalla fame ci siamo fermati per un pranzo/spuntino all’osteria da Core. È stata una piacevole scoperta, abbiamo mangiato un buonissimo tagliere di affettati locali, con pane fatto in casa al finocchietto e succo di mela del posto per una cifra veramente irrisoria e abbiamo goduto del sole e dell’arietta fresca della parte esterna del locale.

Giunti a Tenno abbiamo lasciato l’auto lungo la strada e abbiamo seguito le indicazioni verso il lago.
Il lago di Tenno è molto più turistico rispetto agli altri due, ci sono tantissimi bagnanti ma comunque conserva il suo fascino. Anche questo lago, come gli altri due, è dotato di un sentiero che lo circonda per poterlo ammirare da ogni punto di vista. Il sentiero è adatto a tutti, anche ai più piccoli e non necessità di scarpe o abbigliamento particolare, lo si percorre in mezz’ora.

Ultima tappa ma non per importanza, l’Albergo Alpino da Tullio sul monte Baldo, tappa fissa prima di tornare a casa dai nostri viaggi in Trentino, uno dei posti migliori in cui mangiare e godere della pace e del silenzio più assoluto, qui l’ospitalità e la gentilezza sono sempre di casa e credo che niente sia più rigenerante di una notte in questo luogo.

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Lago Kastel o Castel

​Come vi avevo già promesso “mese più caldo meta più fredda”.
Questa settimana abbiamo deciso di raggiungere il lago Kastel (o Castel) a 2216 mt.

Il laghetto si trova in Val Formazza, quindi solita strada, A26 verso Gravellona Toce, strada statale del Sempione fino a Crodo, al km 8,5 svoltiamo a destra seguendo il cartello per la Val Formazza, attraversiamo il comune di Premia e di Formazza, passiamo la scenografica Cascata del Toce e arriviamo a Riale. 
Qui le situazioni sono due, se siete mattinieri potete parcheggiare l’auto all’ingresso di Riale, pagando 3 euro per tutta la giornata, se invece siete dormiglioni e preferite le escursioni pomeridiane lasciate l’auto alla cascata e qui una navetta vi porterà fino al paese perchè raggiunta la capienza massima di auto la protezione civile non fa salire più nessuno.
Preso un caffè al primo bar appena dentro al paese per svegliarci un po’ ci siamo messi in marcia. 

Sapevamo dell’esistenza di due strade, il sentiero e la strada gippabile, che si incontrano in vari punti e quindi si può lasciare uno per prendere l’altro, abituati alle escursioni abbiamo optato per il sentiero, nessuna scelta fu peggiore! Il primissimo tratto del sentiero è veramente molto ripido e ho dovuto fare una sosta, così al primo incrocio con la strada gippabile ho percorso quella decisamente più ampia e adatta a tutti.
Quello che salta all’occhio è come la strada faccia dei lunghi e ampi tornanti mentre il sentiero salga in verticale a gradini.

Già dalla prima curva protetta da un muretto si può scorgere il bellissimo blu del lago di Morasco

Continuiamo a tratti sulla strada principale a tratti sul sentiero e, in un’ora e un quarto, arriviamo al bivio con il rifugio Maria Luisa sulla destra e a sinistra la diga del lago Toggia, proseguendo verso destra e oltrepassando il rifugio mancano solo 15 minuti alla nostra meta. 
Scorgendo due grandi muraglioni di pietra detti anche “diga di cartapesta” sappiamo di avercela fatta! Alla diga venne attribuito questo nome perchè poco dopo essere stata costruita crollò a causa del sottosuolo calcareo con gessi e cavità, questo stesso sottosuolo così chiaro, quasi bianco, rende incredibilmente trasparente l’acqua del lago. 
​Il silenzio fa da padrone in questo luogo, i colori sono spettacolari, ci sono mucche libere e tantissimi fiori.

Dopo aver pranzato ed esserci riposati qualche ora abbiamo raggiunto l’edificio sul lato del lago per qualche foto e poi siamo scesi, in un’oretta scarsa di cammino, percorrendo esclusivamente il sentiero che in discesa è stato una passeggiata! Visto il breve tempo di percorrenza del ritorno rispetto all’andata abbiamo avuto il tempo di rifocillarci nel medesimo Bar della mattina, se non sapete dove fermarvi ve lo consiglio, l’interno è di un tipico ristorante di montagna, i prezzi sono contenuti e il personale è gentile!
Piccolo consiglio: armatevi di crema solare! Il laghetto è molto in alto e le acque cristalline riflettono moltissimo la luce del sole, questo si traduce in una scottatura al naso assicurata se vi sedete sulla sua riva.

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Lanzarote, luoghi da non perdere

Questa è una guida pratica, di quelle da leggere all’aeroporto mentre si aspetta il volo per Lanzarote o da tenere sempre sotto mano per sapere cosa fare.
​è un breve riassunto dei luoghi, partendo dal Nord più estremo dell’isola, da non perdere assolutamente se si decide di passare una settimana di vacanza in questa meravigliosa isola dell’arcipelago delle Canarie.

Due piccole note prima di iniziare, perdonate la scarsa qualità delle foto ma per problemi tecnici sono state scattate tutte con il cellulare, seconda cosa, informatevi prima di visitare qualunque luogo, esistono dei biglietti cumulativi che comprendono più attrazioni e fanno risparmiare un po’ di soldi, io vi indico il prezzo singolo per ogni struttura ma se avete intenzione di visitare 3 o più luoghi vi conviene fare il biglietto cumulativo disponibile all’ingresso di ogni luogo di interesse.
Bene, iniziamo:

MIRADOR DEL RIO

Questo è il punto panoramico dell’isola che si affaccia sull’isoletta de La Graciosa, visitatelo in una giornata di sole perchè il panorama è veramente mozzafiato, noi siamo capitati in una giornata piuttosto nuvolosa ma comunque è stata una bellissima esperienza.
Si trova all’estremo Nord dell’isola.
L’ingresso costa 4.50 euro ed è aperto tutti i giorni dalle 10.00 alle 18.45

JAMEOS DEL AGUA

Una delle tante opere create da Manrique, all’ingresso di Jameos del Agua si trova un bar ristorante posizionato nel cratere di un vulcano, proseguendo si incontra un laghetto formato dall’acqua rimasta intrappolata all’interno del vulcano spento, sarebbe meglio non toccare l’acqua per non alterare l’ecosistema dei granchietti bianchi, o granchi ciechi, che esistono solo qui, usciti dall’altro lato della galleria si trova una piscina artificiale e un anfiteatro coperto ricavato nella roccia vulcanica.
Si trova nella regione di Haria, nella parte nord-est dell’isola.
L’ingresso costa 9 euro ed è aperto dalle 10.00 alle 18.00, il sabato sera rimane aperto fino a 00.30 e c’è le possibilità di cenare e sentire musica dal vivo nel ristorante ricavato dal vulcano. I prezzi variano dai 30 ai 50 euro a testa.

CUEVAS DE LOS VERDES

Praticamente a due passi da Jameos del agua è un percorso all’interno di gallerie scavate dal passaggio della lava del vulcano, in alcuni punti vi dovrete chinare per passare ma è comunque un percorso semplice e adatto a tutti.
In fondo al percorso c’è una sorpresa che vi lascerà letteralmente senza fiato! Tante persone, compresi alcuni miei conoscenti, hanno cercato l’anteprima su internet, il mio consiglio è di andare a cuor leggero e di viverla, è bello farsi sorprendere ogni tanto!
L’ingresso costa 9 euro ed è aperto dalle 10.00 alle 19.00

CASA MUSEO DI CESAR MANRIQUE

Cesar Manrique è l’artista che ha dato vita alla maggior parte delle opere, per non dire tutte, che troverete sull’isola. 
La sua casa è quasi un luogo di culto per gli abitanti dell’isola, a lui si devono molte delle iniziative per portare il turismo sull’isola, tutte le opere d’arte che troverete al centro delle immense rotonde, i musei, i luoghi di interesse, quasi tutto! 
Si trova nella regione di Haria, nella parte Nord direi quasi Nord-ovest ma rimane comunque abbastanza centrale, una delle zone più belle e caratteristiche.
L’ingresso costa 12 euro ed è aperto tutti i giorni dalle 10.30 alle 18.00.

JARDIN DE CACTUS

è il giardino botanico dell’sola, dato il clima e la scarsità d’acqua sull’isola nascono solo piante grasse e questo giardino contiene più di 1500 varietà, per una come me, innamorata dei cactus, questo è il paradiso! All’interno del giardino c’è un piccolo mulino a vento nel quale è possibile entrare e un negozietto di souvenir dove noi abbiamo acquistato la marmellata di cactus.
Si trova nella regione di Guatiza, nella parte nord-est dell’isola.
L’ingresso costa 5,50 euro ed è aperto tutti i giorni dalle 10.00 alle 17.45

MUSEO DEL CAMPESINO

Non è uno dei posti più consigliati o riportati nelle guide ma a me è piaciuto molto, è il museo dei contadini, la struttura è molto bella e al centro si trova una scala che scende, attraversa un tratto di galleria scavata nella roccia, in pieno stile Lanzarote, e sbuca in un ristorante sotterraneo.
Si trova nella regione di Mozaga, al centro dell’isola.
L’ingresso è gratuito ed è aperto dalle 09.00 alle 17.45

PLAYA DEL REDUCTO

Su questo luogo ho un aneddoto divertente.
Un giorno, tornando da una delle nostre esplorazioni, abbiamo deviato e abbiamo deciso di costeggiare il mare, qui abbiamo incontrato la Playa del Reducto e ne siamo rimasti rapiti, sembrava di essere su una strada californiana, parchi da skate, palme altissime, mare azzurro cristallino e una spiaggia bellissima, così abbiamo deciso di tornarci l’indomani per fare il bagno e scattare foto.
Il mattino seguente, ci siamo recati sul posto e… la spiaggia non c’era più!
A causa della bassa marea era una specie di stagno/palude piena di rocce e sassi e il mare era lontanissimo. 
Da qui abbiamo imparato che Reducto significa appunto ridotto, che si ritira.​Per questo non abbiamo foto. 

EL GOLFO

è un lago verde a pochi metri dal mare, una dei luoghi simbolo di Lanzarote.
La montagna rossa, il lago verde, la spiaggia nera che finiscono nel blu del mare è una delle meraviglie della natura più particolari che io abbia mai visto!
Si trova nella parte sud-ovest dell’isola, poco più sotto del parco naturale del Timanfaya.
Non c’è ingresso, è una semplice passeggiata lungo il lato della montagna che termina affacciandosi sul lago, è gratuito e sempre aperto al pubblico.

PLAYA MUJERES, PLAYA PAPAGAYO, PLAYA BLANCA

Ci sono 7 spiagge su questo tratto di costa: Puerto Muelas, Playa de Afe, Playa del Pozo, Playa de la Cera, Caleta del Congrio, Playa Mujeres e Playa Papagayo. Le ultime due sono quelle che hanno lasciato maggiormente il segno. 
La spiaggia bianchissima e mai troppo affollata, l’acqua cristallina sono veramente un sogno. 
Si trovano sulla punta estrema sud-est dell’isola.
L’ingresso costa 3 euro per tutto il giorno.
Playa Blanca invece è un piccolo paesino dove potete trovare di tutto: ristoranti, negozi, lavanderia, dottore.. a poca distanza dalle spiagge di cui parlavo prima e ha una caletta meravigliosa! A differenza delle altre questa, essendo veramente molto piccola si riempie facilmente, se volete fermarvi a prendere il sole e fare il bagno vi consiglio di mettere le asciugamani in fondo perchè dopo mezzogiorno la marea inizia a salire e le persone nelle prime file sono costrette ad indietreggiare o ad andarsene.

PARCO NATURALE DEL TIMANFAYA

Una cosa assolutamente da non perdere, e che invece noi ci siamo persi, è il parco naturale del Timanfaya, un giro in autobus nella zona più vulcanica dell’isola, con parecchie fermate per passeggiare e ammirare i potentissimi geyser.
Soffrendo entrambi sull’autobus l’anno scorso abbiamo rinunciato ma magari con un po’ di coraggio questa estate ci proveremo.
Si trova nella parte sud ovest dell’isola.
Il viaggio costa 9 euro e si può fare dalle 09.00 alle 18.00.

Lanzarote è stata per me un’esperienza unica, un’isola che mi è rimasta profondamente nel cuore, conto di tornarci questa estate e di andare alla ricerca dei posti più nascosti. 
Piccola curiosità su questo posto incredibile è l’elevato numero di gatti che si possono incontrare, sono in ogni angolo, anche nel prato del nostro hotel!

Lago di Antrona e Lago di Campliccioli

Con il grande caldo di questi giorni non si può desiderare niente di meglio di una passeggiata in montagna per godere dell’arietta fresca. 
Questa settimana abbiamo deciso di esplorare il Lago di Antrona e il Lago di Campliccioli.

Mattina presto, zaini pronti, saliamo in macchina e percorriamo la A26 in direzione Gravellona Toce, imbocchiamo la statale del sempione fino a Villadossola, e saliamo per 16 km fino ad Antronapiana, arrivati al parcheggio lasciamo l’auto e prendiamo il primo sentiero a piedi sul lato destro della strada. 
Incontriamo subito il lago di Antrona con il suo colore verde smeraldo e qui mi fermo un attimo perchè vorrei fare un piccolo appunto, prima di partire per un’escursione ci informiamo sempre leggendo dozzine di blog, post, guardando immagini su Google ma anche geolocalizzazioni di Facebook e Instagram, quello che mi aveva colpita dalle immagini era una suggestiva passerella di legno sospesa nel vuoto e aggrappata al lato roccioso della montagna che passava sotto ad una cascata e in 45 minuti portava a Campliccioli. Una volta giunti sulle rive del lago di Antrona, non so bene come e nemmeno perchè ci siamo dimenticati di tutto questo e abbiamo seguito il primissimo cartello sulla destra che indicava uno strettissimo e ripidissimo sentiero per Campliccioli. ​

I primi tratti, fino ad un piccolo paesino, non sono stati difficoltosi, la strada era stretta e si camminava in fila indiana incontrando qualche piccola difficoltà ogni tanto ma tutto sommato il verde della vegetazione regalava un’ombra piacevole, dopo una ventina di minuti il percorso è diventato molto molto ripido e guardando il lago di Antrona alla nostra sinistra ci siamo resi conto di essere praticamente sempre nello stesso punto e di stare salendo quasi esclusivamente in verticale, ci siamo dovuti fermare a prendere fiato un paio di volte, affaticati anche dal fatto che questo tratto è quasi completamente soleggiato. Dopo un’ora di fatica siamo arrivati in cima e la scena che si è aperta davanti ai nostri occhi è stata incredibile, sul lato sinistro il lago di Antrona con la tanto agognata passerella di legno che, guarda un po’? si trovava sul lato del lago opposto al nostro! seguita dalla bellissima cascata, dalla vegetazione nel mezzo e sulla destra la diga con il lago di Campliccioli.

Qui abbiamo respirato profondamente, bevuto, fatto qualche foto e poi siamo ripartiti per fare il giro completo del lago di Campliccioli, abbiamo incontrato gallerie grezze scavate nella roccia, piccole spiaggette dove qualche temerario faceva il bagno, piccole baite a pochi centimetri dalla riva, una cosa che non avevo mai visto e credo che vivere in un posto così sia diventato uno dei miei più grandi desideri!

​Raggiunto il lato opposto da dove eravamo partiti per il giro, quindi la metà del lago, il percorso scende verso destra per passare in mezzo a delle graziosissime baite di pietra, poi risale verso sinistra su un picco abbastanza alto da cui si può godere di una vista mozzafiato, da qui si riscende per percorrere la seconda metà del lago, molto più rocciosa e che non lascia tratti per avvicinarci all’acqua, su questo lato del lago corrono le antiche rotaie. 
Il colore di questo laghetto mi ha davvero colpita, le sfumature e i rapidi cambi di colore in base alla luce sono uno spettacolo meraviglioso

Ci siamo fermati nella fitta vegetazione, sopra ad un grande sasso per consumare il pranzo e appoggiare i piedi nudi tra l’erba, questo è un rito che facciamo in ogni esplorazione, per essere più a contatto con la natura e scaricare le energie negative. 
Abbiamo poi ripreso il sentiero che riportava verso il lago di Atrona, questa volta sul lato opposto rispetto all’andata, passando per il bosco e mancando clamorosamente la passerella per la seconda volta!!
Giunti di nuovo al lago di Antrona vi devo confessare di essere rimasta un po’ delusa, le rive erano gremite di decine e decide di persone, che con asciugamani, ombrelloni e lettini hanno reso parecchio difficile il ritorno all’auto, so che è normale che durante la stagione estiva chi lavora tutta settimana ed è stanco dell’afa e dello stress della città si riversi sul lago più vicino però la differenza tra la pace di qualche ora prima e gli schiamazzi del pomeriggio mi hanno quasi pietrificata, era una condizione che nella mia testa non avevo considerato come possibile.
Penso che nei mesi di luglio e agosto limiteremo le uscite oppure cercheremo vette più alte magari da raggiungere con la seggiovia o la funivia per cercare un ambiente decisamente più fresco e silenzioso.
Comunque in linea generale il percorso è adatto a tutti, specialmente se si prende la passerella, se invece si sceglie il sentiero e si cammina piano senza fretta si può arrivare in cima anche se non si è esperti e se si hanno bimbi al seguito, per i più sfaticati che non vogliono perdersi questo panorama entrambi i laghi sono raggiungibili in auto!

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Act Beautiful

gel doccia concentrato Yves Rocher

Eccomi di nuovo qui a darvi consigli pratici per vivere a contatto con la natura nella quotidianità.
Ricordate quando nello scorso post vi dicevo che amare la natura significa prima di tutto rispettarla? Benissimo, oggi vorrei ribadire questo concetto parlandovi dei nuovi gel doccia concentrati di Yves Rocher.

Questi minuscoli tubetti, soli 100ml in grado di garantire 40 docce, sono adatti a chi, come me, campeggia spesso e ha bisogno di ottimizzare lo spazio nello zaino o a chiunque stia preparando una valigia per l’arrivo delle vacanze estive o una semplice borsa per la palestra.
Entriamo più nello specifico perchè non è solo questione di spazi, come tutti i prodotti di questa marca questi gel doccia sono di origine vegetale al 100% e il packaging è eco-sostenibile, prodotto con plastica riciclata.
Il prodotto è facilissimo da utilizzare perchè ha un particolare erogatore che fornisce la quantità di bagnoschiuma necessaria per una doccia con una semplice pressione sul flacone, se viene capovolto non perde nemmeno una goccia per limitare al minimo gli sprechi, il mio consiglio è di utilizzare, sempre e comunque, una spugna con qualsiasi bagnoschiuma ma in particolare con questi trattandosi di un concentrato!
Ed ora che siamo sicuri di utilizzare un prodotto che rispetti sia noi che l’ambiente parliamo delle favolose profumazioni!
Come potete notare dall’immagine io ho già utilizzato Coriandolo e Mango, la profumazione è qualcosa di fantastico, una vera e propria carica di energia!
Non sono da meno il Petit Grain, che sprigiona un travolgente profumo di fiori, e quello alla Vaniglia, in assoluto il mio preferito che userò per ultimo e con parsimonia nella speranza che non si esaurisca mai! 

gel doccia concentrato Yves Rocher

Ultima nota a cui tengo particolarmente, e spero anche voi perchè se siete incappati in questo blog sicuramente siete amanti della natura, tutti i prodotti di Yves Rocher con il cuoricino sulla confezione aderiscono alla campagna I LOVE MY PLANET, all’acquisto di ogni prodotto la fondazione pianta un albero! 
E quindi, cos’altro aggiungere, con soli 3,95 euro di spesa avete fatto qualcosa di buono per voi stessi e per il pianeta, credo che più di così non si possa desiderare!
​Più conosco i prodotti di questa marca e più me ne innamoro.

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Lago dei Cavalli

Eccoci alla nostra consueta gita domenicale!
La strada per arrivare al lago è davvero facilissima, si esce a Villadossola, si segue per la valle Antrona per poi deviare verso Cheggio e parcheggiare l’auto proprio di fronte alla diga.

La prima cosa che colpisce è il particolarissimo colore del lago, in base alla luce  varia da un azzurro intensissimo ad un verde smeraldo.

Sul lato sinistro del lago inizia il sentiero che ci porterà fino al lato opposto rispetto alla diga, armatevi di scarpe impermeabilizzate perchè i numerosi rivoli d’acqua che attraversano il sentiero vi costringeranno a bagnarvi i piedi e una grande lastra di ghiaccio e neve non ancora sciolta hanno richiesto una buona aderenza.

Giunti dall’altra parte del lago passiamo sul ponte che oltrepassa il torrente Loranco e la vista dall’alpe del Gabbio è meravigliosa.

Proseguiamo per la Piana Ronchelli dov’è situata la Cappella del Buon Pastore, distrutta più volte dalle valanghe e anche l’ultima fonte di acqua potabile prima del rifugio. 
La nostra escursione termina qui, tra andata e ritorno abbiamo camminato quasi 2 ore e 30, prima di tornare all’auto siamo scesi fino alla riva del lago dove moltissime famiglie consumavano il loro pranzo, è davvero un percorso bellissimo e adatto a tutti, bambini compresi.

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Lago delle fate

Siamo alla fine di maggio e il caldo inizia a farsi sentire, così abbiamo decido di fare una piccola gita poco impegnativa, a metà settimana, per respirare un po’ di aria fresca.

Percorrendo l’autostrada A26 in direzione Gravellona Toce e uscendo all’uscita di Piedimulera si imbocca la SS549 della Valle Anzasca fino a superare la frazione di Borca. Si segue la provinciale fino ad Isella e si svolta a sinistra sul ponte che oltrepassa il torrente Anza. 
Qui abbiamo lasciato l’auto in un parcheggio che credo sia a pagamento nei mesi estivi e dove c’erano dei bellissimi cavalli bianchi.

Da qui si intraprende il sentiero ampio e sterrato che si trova tra il parcheggio e il letto del torrente, è facilmente percorribile e permette di raggiungere il lago in poco più di mezz’ora. Terminata la camminata la vista che si apre sulla valle è incredibile!

Qui ci siamo fermati per consumare il pranzo al sacco e per godere di questo panorama meraviglioso.

Il sentiero prosegue in direzione di Crocette, anche detta la città morta, raggiungibile in mezz’ora, all’inizio della sua storia questo luogo fu adibito al pascolo, negli anni ’30 iniziarono i lavori per la costruzione dello stabilimento aurifero. Le attuali case ancora esistenti erano adibite a magazzino e sede della direzione lavori. Nel 1947 la miniera venne smantellata e quindi le case vennero abbandonate.
Tornando verso l’auto ci siamo fermati al Bar Ristorante Alpino di fronte al laghetto dove abbiamo fatto merenda con una squisita fetta di torta di mele e scambiato qualche parola con le simpaticissime titolari.

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