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Lago delle fate

Siamo alla fine di maggio e il caldo inizia a farsi sentire, così abbiamo decido di fare una piccola gita poco impegnativa, a metà settimana, per respirare un po’ di aria fresca.

Percorrendo l’autostrada A26 in direzione Gravellona Toce e uscendo all’uscita di Piedimulera si imbocca la SS549 della Valle Anzasca fino a superare la frazione di Borca. Si segue la provinciale fino ad Isella e si svolta a sinistra sul ponte che oltrepassa il torrente Anza. 
Qui abbiamo lasciato l’auto in un parcheggio che credo sia a pagamento nei mesi estivi e dove c’erano dei bellissimi cavalli bianchi.

Da qui si intraprende il sentiero ampio e sterrato che si trova tra il parcheggio e il letto del torrente, è facilmente percorribile e permette di raggiungere il lago in poco più di mezz’ora. Terminata la camminata la vista che si apre sulla valle è incredibile!

Qui ci siamo fermati per consumare il pranzo al sacco e per godere di questo panorama meraviglioso.

Il sentiero prosegue in direzione di Crocette, anche detta la città morta, raggiungibile in mezz’ora, all’inizio della sua storia questo luogo fu adibito al pascolo, negli anni ’30 iniziarono i lavori per la costruzione dello stabilimento aurifero. Le attuali case ancora esistenti erano adibite a magazzino e sede della direzione lavori. Nel 1947 la miniera venne smantellata e quindi le case vennero abbandonate.
Tornando verso l’auto ci siamo fermati al Bar Ristorante Alpino di fronte al laghetto dove abbiamo fatto merenda con una squisita fetta di torta di mele e scambiato qualche parola con le simpaticissime titolari.

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Informazioni sull'autore

Elisa, classe 93, nata in provincia nel mese di maggio, durante una fortissima grandinata.
Ho iniziato a camminare in montagna per superare l'ansia che mi provocava la frenesia della città, dopo aver scoperto la gioia della vita a contatto con la natura mi sono chiesta cosa potessi fare io per ricambiare e ho deciso di vivere (per quanto possibile) in modo sostenibile.