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Lago di Antrona e Lago di Campliccioli

Con il grande caldo di questi giorni non si può desiderare niente di meglio di una passeggiata in montagna per godere dell’arietta fresca. 
Questa settimana abbiamo deciso di esplorare il Lago di Antrona e il Lago di Campliccioli.

Mattina presto, zaini pronti, saliamo in macchina e percorriamo la A26 in direzione Gravellona Toce, imbocchiamo la statale del sempione fino a Villadossola, e saliamo per 16 km fino ad Antronapiana, arrivati al parcheggio lasciamo l’auto e prendiamo il primo sentiero a piedi sul lato destro della strada. 
Incontriamo subito il lago di Antrona con il suo colore verde smeraldo e qui mi fermo un attimo perchè vorrei fare un piccolo appunto, prima di partire per un’escursione ci informiamo sempre leggendo dozzine di blog, post, guardando immagini su Google ma anche geolocalizzazioni di Facebook e Instagram, quello che mi aveva colpita dalle immagini era una suggestiva passerella di legno sospesa nel vuoto e aggrappata al lato roccioso della montagna che passava sotto ad una cascata e in 45 minuti portava a Campliccioli. Una volta giunti sulle rive del lago di Antrona, non so bene come e nemmeno perchè ci siamo dimenticati di tutto questo e abbiamo seguito il primissimo cartello sulla destra che indicava uno strettissimo e ripidissimo sentiero per Campliccioli. ​

I primi tratti, fino ad un piccolo paesino, non sono stati difficoltosi, la strada era stretta e si camminava in fila indiana incontrando qualche piccola difficoltà ogni tanto ma tutto sommato il verde della vegetazione regalava un’ombra piacevole, dopo una ventina di minuti il percorso è diventato molto molto ripido e guardando il lago di Antrona alla nostra sinistra ci siamo resi conto di essere praticamente sempre nello stesso punto e di stare salendo quasi esclusivamente in verticale, ci siamo dovuti fermare a prendere fiato un paio di volte, affaticati anche dal fatto che questo tratto è quasi completamente soleggiato. Dopo un’ora di fatica siamo arrivati in cima e la scena che si è aperta davanti ai nostri occhi è stata incredibile, sul lato sinistro il lago di Antrona con la tanto agognata passerella di legno che, guarda un po’? si trovava sul lato del lago opposto al nostro! seguita dalla bellissima cascata, dalla vegetazione nel mezzo e sulla destra la diga con il lago di Campliccioli.

Qui abbiamo respirato profondamente, bevuto, fatto qualche foto e poi siamo ripartiti per fare il giro completo del lago di Campliccioli, abbiamo incontrato gallerie grezze scavate nella roccia, piccole spiaggette dove qualche temerario faceva il bagno, piccole baite a pochi centimetri dalla riva, una cosa che non avevo mai visto e credo che vivere in un posto così sia diventato uno dei miei più grandi desideri!

​Raggiunto il lato opposto da dove eravamo partiti per il giro, quindi la metà del lago, il percorso scende verso destra per passare in mezzo a delle graziosissime baite di pietra, poi risale verso sinistra su un picco abbastanza alto da cui si può godere di una vista mozzafiato, da qui si riscende per percorrere la seconda metà del lago, molto più rocciosa e che non lascia tratti per avvicinarci all’acqua, su questo lato del lago corrono le antiche rotaie. 
Il colore di questo laghetto mi ha davvero colpita, le sfumature e i rapidi cambi di colore in base alla luce sono uno spettacolo meraviglioso

Ci siamo fermati nella fitta vegetazione, sopra ad un grande sasso per consumare il pranzo e appoggiare i piedi nudi tra l’erba, questo è un rito che facciamo in ogni esplorazione, per essere più a contatto con la natura e scaricare le energie negative. 
Abbiamo poi ripreso il sentiero che riportava verso il lago di Atrona, questa volta sul lato opposto rispetto all’andata, passando per il bosco e mancando clamorosamente la passerella per la seconda volta!!
Giunti di nuovo al lago di Antrona vi devo confessare di essere rimasta un po’ delusa, le rive erano gremite di decine e decide di persone, che con asciugamani, ombrelloni e lettini hanno reso parecchio difficile il ritorno all’auto, so che è normale che durante la stagione estiva chi lavora tutta settimana ed è stanco dell’afa e dello stress della città si riversi sul lago più vicino però la differenza tra la pace di qualche ora prima e gli schiamazzi del pomeriggio mi hanno quasi pietrificata, era una condizione che nella mia testa non avevo considerato come possibile.
Penso che nei mesi di luglio e agosto limiteremo le uscite oppure cercheremo vette più alte magari da raggiungere con la seggiovia o la funivia per cercare un ambiente decisamente più fresco e silenzioso.
Comunque in linea generale il percorso è adatto a tutti, specialmente se si prende la passerella, se invece si sceglie il sentiero e si cammina piano senza fretta si può arrivare in cima anche se non si è esperti e se si hanno bimbi al seguito, per i più sfaticati che non vogliono perdersi questo panorama entrambi i laghi sono raggiungibili in auto!

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Informazioni sull'autore

Elisa, classe 93, nata in provincia nel mese di maggio, durante una fortissima grandinata.
Ho iniziato a camminare in montagna per superare l'ansia che mi provocava la frenesia della città, dopo aver scoperto la gioia della vita a contatto con la natura mi sono chiesta cosa potessi fare io per ricambiare e ho deciso di vivere (per quanto possibile) in modo sostenibile.