Giro del Lago di Antrona ghiacciato

Giro del Lago di Antrona ghiacciato

La domenica appena passata, cioè domenica 15 aprile, abbiamo deciso di accompagnare due amici al lago di Antrona e Campliccioli per mostrargli quanto il loro colore fosse spettacolare.

Non so se ricordate, eravamo già stati ad Antrona l’anno scorso ed ero rimasta delusa perchè essendo luglio avevamo trovato tantissime persone con lettini ed ombrelloni che facevano grigliate e prendevano il sole, una confusione incredibile e poco spazio per camminare.
Così abbiamo deciso di organizzare questa escursione al primo week end primaverile con bel tempo.
Prima di iniziare a raccontarvi questa avventura voglio farvi una premessa, o meglio voglio ricordarvi una regola di fondamentale importanza quando si passeggia in montagna in questo periodo dell’anno:
NON GRIDATE!
Sembrerà banale ma c’è ancora chi non sembra averlo imparato, abbiamo incontrato un solo altro gruppo di persone che camminava e a cui questo concetto sembrava del tutto oscuro. In questa stagione i primi raggi di sole scaldano la neve che si stacca e cade più facilmente verso valle trascinandosi dietro tutto quello che incontra, lo so che la questione è controversa, c’è chi dice che le onde sonore che impattano contro la neve fresca possano provocare valanghe, c’è chi dice che è solo un mito, comunque per rispetto della quiete delle altre persone che camminano tenete un tono di voce moderato.
Il lago di Antrona si trova ad Antrona piana, ad un’ora e mezza di auto dalla provincia di Varese (da cui partiamo noi), si percorre la A26 in direzione Gravellona Toce poi la SS33 del sempione, uscite a Villadossola in direzione valle Antrona fino ad Antrona piana, da qui seguite le indicazioni per il lago.
Appena arrivati e parcheggiata l’auto, nell’ampio parcheggio di fronte al lago, il posto non ci sembrava nemmeno quello giusto, per i primi minuti pensavamo fosse un distaccamento del lago principale che l’altra volta non avevamo notato e invece no, il cartello indica proprio Lago di Antrona, ed eccolo qui, quasi completamente asciutto e ricoperto da uno strato di ghiaccio.

Dato che l’altra volta avevamo preso il primo sentiero lungo la riva destra del lago ed era stato abbastanza tosto e con nostro grande dispiacere ci aveva fatto tagliare fuori la passerella che passa sotto alla cascata questa volta decidiamo di seguire il cartello Campliccioli sul lato sinistro del lago, attraversiamo il ponte in legno e in seguito una breve galleria nella roccia, poi saliamo lungo un sentiero alla nostra sinistra per raggiungere la diga sopra di noi.
Con nostro stupore e meraviglia iniziamo a trovare le prime chiazze di neve qua e la, più o meno all’altezza delle due baite

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Non essendo faticoso decidiamo di proseguire, arrivati all’incrocio tra il sentiero e la strada asfaltata, che nella bella stagione permette di raggiungere la diga di Campliccioli in auto, la situazione diventa problematica, la neve si fa sempre più alta, raggiungendo l’altezza delle ginocchia e non avendo le ciaspole ce la caviamo passando sulle impronte fresche di qualcuno che ha percorso il sentiero poco prima di noi.
Arrivati praticamente di fronte alla diga, dove il cartello segna ancora 10 minuti di cammino per raggiungere il laghetto, facciamo un’amara scoperta: una slavina ha completamente ricoperto il sentiero e ha abbattuto una rete di contenimento, passare sulla neve franata non è mai una buona idea, questa potrebbe muoversi e continuare la sua discesa verso il basso quindi decidiamo di tornare indietro un pezzo per cercare un’altra strada.

Ne notiamo una che sale oltre la diga e cerchiamo di intraprenderla ma dopo 3 passi la neve è cosi alta da impedirci di camminare, se non a fatica, quindi rinunciamo all’impresa e riscendiamo verso il lago di Antrona. 
Da qui, proseguendo verso sinistra lungo sentiero princiale che avevamo lasciato a metà per salire e troviamo finalmente la tanto sospirata passerella che passa sotto alla cascata.
Il cartello indica che il sentiero è chiuso, di solito questo cartello viene affisso all’inizio della stagione invernale perchè essendo una passerella di metallo diventa pericolosa con le piogge e le gelate, l’importante è fare tantissima attenzione a dove si mettono i piedi e reggersi sempre saltamente al corrimano.
Il percorso è suggestivo e spettacolare, abbiamo trovato una slavina che cadendo lungo il letto della cascata ha formato una piramide perfetta e l’acqua che ci è caduta sopra in seguito ha creato un buco esattamente al centro!

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​Il giro intorno al lago di Antrona è breve, dura all’incirca 45 in tutta calma, i punti panoramici sono mozzafiato ed è adatto a tutti.

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Elisa

Elisa, nata in provincia di Varese 25 anni fa, nel mese di maggio, durante una fortissima grandinata. Studio comunicazione, sogno di diventare una Social Media Manager e Instagram è il mio pane quotidiano. Sono appassionata di fotografia, scrittura, viaggi e natura.