Lago del Bianco, Alpe Veglia

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Indirizzo: Ponte Campo, 28868 Varzo VB
Difficoltà: E (escursionistico di medio livello).
Tempo di percorrenza: 3 ore fino al lago Del Bianco.

Avevamo visto qualche foto di questo laghetto alpino e l’alpe Veglia era già sulla nostra lista da un pezzo ed è cosi che, presi dall’euforia, abbiamo commesso dei piccoli errori che hanno reso il nostro giro un po’ più lungo e impegnativo del previsto;

​Primo tra tutti abbiamo lasciato l’auto a San Domenico, appena abbiamo trovato un parcheggio gratuito, ecco, voi NON FATELO, proseguite fino a Ponte Campo, li si trova il vero inizio del sentiero con parcheggio a pagamento, 3€ per l’intera giornata, che vi risparmierà 35 minuti in più di cammino su strada asfaltata, che all’andata sono tutti in discesa ma al ritorno, dopo tante ore di cammino saranno tutta faticosissima salita!

sentiero alpe veglia hikes on planet earth passeggiate sul pianeta terra trekking piemonte

L’inizio del sentiero è subito fuori dal parcheggio, il primo tratto di strada è carrozzabile, all’ingresso nel bosco la salita è abbastanza dolce ma superata la sbarra, e ammirate le stupende cascate, tutto diventa più impegnativo. ​

sentiero alpe veglia hikes on planet earth passeggiate sul pianeta terra trekking piemonte
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Una piccola cappelletta sul lato destro della strada indica l’inizio del tratto in piano, sempre molto largo e facilmente percorribile, passiamo sul ponticello in legno che attraversa il fiume proseguiamo dritto e sul lato destro incontriamo una maestosa cascata, uno strappo finale in salita e raggiungiamo il rifugio CAI Arona a quota 1760mt, più o meno un’ora e mezza di cammino dalla partenza.

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​Entrando all’interno dello steccato in legno del rifugio, sul lato sinistro dell’edificio, troverete una fontanella dove fare rifornimento di acqua fresca e riposare qualche minuto all’ombra per poi procedere sul retro del rifugio su un piccolo e ripido sentiero che conduce al lago. Dopo alcuni minuti di salita molto impegnativa incontriamo un bivio con un cartello che indica lago Del Bianco in entrambe le direzioni, prendiamo il sentiero di sinistra, quello che indica il tempo di percorrenza più breve per raggiungere la meta. Ci incamminiamo all’ombra di un bosco pianeggiante per una decina di minuti, usciti dal bosco inizia la fase davvero impegnativa, la salita si fa molto ripida e sassosa, dopo poco più di mezz’ora di salita si incontra un bivio all’ombra di un albero, su un sasso troviamo l’indicazione per la Conca Mottisca a sinistra quindi proseguiamo verso destra. 

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Dopo un’altra breve ma impegnativa salita incontriamo una pietraia in piano che conduce al lago. Siamo a quota 2170 mt di altitudine, ad un’ora e 20 di cammino dal rifugio e il panorama è meraviglioso.

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Giornata internazionale della Montagna

Oggi, 11 Dicembre, è la Giornata Internazione della Montagna, e non posso proprio esimermi dal dire qualcosa.

Vorrei che questo fosse un messaggio per celebrare, per aumentare la consapevolezza e per salvaguardare l’immenso patrimonio montano che possediamo.
Partiamo dai numeri e dalle cose pratiche, tutti noi, bene o male, sappiamo che le nostre montagne sono fondamentali per la sopravvivenza del nostro pianeta.

Il territorio montano è circa un quarto delle terre emerse del pianeta, in Italia ricopre quasi la metà della superficie.
E’ importante dal punto di vista alimentare perché ospita una vasta biodiversità agricola e da quello idrico perché è il più grande serbatoio d’acqua che possediamo.
Nonostante ciò, ad oggi, le montagne sono le più colpite dal cambiamento climatico e dall’inquinamento dell’uomo.
Diciamo la verità, se sei capitato sul mio sito, molto probabilmente c’è un motivo per cui la montagna è importante per te ed è qualcosa di strettamente personale. che conosci solo tu. Quello che ogni volta ci spinge a giustificarci di fronte al “ma chi te lo fa fare?” “ma perché fare tanta fatica quando puoi riposare?” e che è sentimento difficile da spiegare per chi non l’ha mai vissuto.

perchè iniziare a camminare

A tutti noi, che ogni volta che possiamo ci mettiamo su un sentiero, la montagna ha insegnato ad essere forti e allo stesso tempo pazienti, ci ha fatto capire che non abbiamo bisogno di molto per essere felici, tutto quello che ci serve può entrare in uno zaino.
Ci siamo resi conto che ogni volta che ci mettiamo in marcia possiamo spingere le preoccupazioni giù, fin sotto agli scarponi e ritrovarci in cima con il cuore più leggero.
Ci ha insegnato ad ascoltarla, a rispettarla e a non avere fretta.
Ed è questo il modo migliore per salvaguardarla: non avere fretta! Andate piano e  godetevi ogni piccolo regalo che la natura mette sul vostro sentiero ma soprattutto ricordatevi sempre di non lasciare tracce!

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Cascata Acquafraggia

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TREKKING ALLE CASCATE DELL'ACQUAFRAGGIA, PERCORSO DA PIURO A SAVOGNO.

Indirizzo: Cascate di Acquafraggia, 23020, Piuro, SO – Italia.
Tipo di percorsoE (medio) nel tratto del sentiero panoramico e T (turistico) nel tratto della mulattiera.
Tempo di percorrenza: 1.40 fino a Savogno, 3 ore per il giro ad anello senza soste.

COME ARRIVARE

Arrivati a Chiavenna, troverete le indicazioni ben segnalate per raggiungere le cascate dell’Acquafraggia.
Una volta arrivati non avrete bisogno di cercarle perchè vi basterà alzare lo sguardo e le vedrete li, maestose ed imponenti.
Quindi, tirate fuori gli scarponi e preparatevi per questo nuovo pomeriggio di trekking.
Ci sono due percorsi per raggiungere il paese di Savogno,che si trova in cima alla cascata, entrambi si sviluppano per tutta la loro lunghezza sotto la fresca ombra del bosco.
Un sentiero è a scalini e segue la mulattiera mentre l’altro è un sentiero panoramico, ed è quello che abbiamo deciso di percorrere noi.
Rivolti verso la cascata si prosegue verso sinistra, fino alla fine degli argini di cemento che contengono il fiume, e poi si svolta a destra.

fiume sul lato sinistro della cascata acquafraggia, piuro, valchiavenna, sondrio, hikes on planet earth, passeggiate sul pianeta terra, trekking in lombardia

DIAMO IL VIA ALLA SALITA

Questo sentiero è quello un po’ più duro (ed è classificato appunto con la lettera E).
Non vi nascondo che abbiamo fatto fatica e ci siamo spesso fermati a prendere fiato!
Il dislivello è impegnativo, in circa 5 km si affrontano 500 m di salita continua ed è quindi necessaria un minimo di preparazione.
Lungo il sentiero si incontrano due punti panoramici:

  •  un ponticelli in legno dal quale osservare la maestosità della cascata a sinistra e la vallata con i suoi paesini a destra.
  •  un ponte in legno più grande, poco più in alto, dal quale si può ammirare la sorgente della cascata.
ponticello sulla cascata acquafraggia, piuro, valchiavenna, sondrio, hikes on planet earth, passeggiate sul pianeta terra, trekking in lombardia
sorgente della cascata acquafraggia, piuro, valchiavenna, sondrio, hikes on planet earth, passeggiate sul pianeta terra

ARRIVO A DESTINAZIONE

Da quest’ultimo punto panoramico in venti minuti si raggiunge Savogno, a quota 932 m, che è stato fino a pochi anni fa un paese fantasma.
Oggi sta lentamente riprendendo vita, grazie soprattutto alla presenza di un Rifugio che offre cibo e alloggi.
Dal prato antistante la chiesa si scorge un magnifico belvedere  ed è proprio qui che ci fermiamo per consumare il nostro pranzo al sacco.

vista dalla cascata acquafraggia, piuro, valchiavenna, sondrio, hikes on planet earth, passeggiate sul pianeta terra
paese di savogno in cima alla cascata acquafraggia, piuro, valchiavenna, sondrio, hikes on planet earth, passeggiate sul pianeta terra.

PRONTI PER LA DISCESA

Per scendere di nuovo alla base della cascata dell’Acquafraggia le opzioni sono sempre due ma in entrambi i casi bisogna uscire dal paese per lo stesso percorso che abbiamo affrontato salendo.
Arrivati alla pensilina in legno con la mappa potete decidere se proseguire sullo stesso sentiero di prima o se percorrere la mulattiera, sulla sinistra, che fisicamente è meno impegnativa, ed è formata da 2866 gradini. 
Il percorso finisce tra le case, dalla parte opposta rispetto a dove avevamo intrapreso il sentiero.
Giunti di nuovo al punto di partenza ci si può fermare nel prato sottostante per riposarsi all’ombra e rinfrescarsi con le goccioline d’acqua che arrivano dalla cascata.
Se invece siete appassionati di arrampicata non molto distante potrete trovare una falesia.
Ricordate che nei week end, specialmente in caso di bel tempo, il prato è sempre affollatissimo!

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Cascate nascoste nella provincia di Varese

Questo è un post in continuo aggiornamento, una guida pratica e utile di tutte le cascate presenti nel varesotto, mano a mano che riusciremo a documentarle le inseriremo qui e siamo sempre aperti a consigli e suggerimenti!
Forse in molti non sanno che la provincia di Varese è ricca di cascate e di magnifici luoghi nascosti, noi cercheremo di scovarne il più possibile.

CASCATA DI CITTIGLIO

La prima cascata che abbiamo visitato è stata quella di Cittiglio, dico cascata al singolare anche se in realtà sarebbero 3 perchè una frana di ormai più di 6 anni fa impedisce di raggiungere la seconda e la terza. Si lascia l’auto nel parcheggio di fronte al giardino comunale del paese e si prosegue a piedi seguendo le indicazioni. Il sentiero è  ben segnalato e in una ventina di minuti, senza difficoltà si raggiunge la cascata, non la si può vedere bene di fronte a meno che non si decida di mettere i piedi nell’acqua, seguendo il torrente si possono trovare altri bei saltelli, dei ponticelli caratteristici e se ci andate in autunno anche tante, tantissime castagne.

CASCATA DEL PESEGH

Questa cascata è stata un po’ difficile da raggiungere non perchè avesse grandi difficoltà di percorso, anzi non ne ha per niente, semplicemente perchè non si capisce da dove intraprendere il sentiero. Arrivati nel paese di Brinzio, provenendo da Rasa, al benzinaio ci si trova di fronte ad un bivio, prendete la strada che va verso destra e lasciate l’auto davanti alla casa gialla che sta sulla sinistra, aguzzate la vista perchè passata la casa sarà impossibile lasciare l’auto altrove e dovrete percorrere dei chilometri prima di trovare uno spiazzo sufficiente per fare manovra e tornare indietro. Lasciata l’auto nel punto indicato si prosegue a piedi lungo la via Marconi e a metà del guardrail in curva c’è un piccolo cartello di legno che indica la cascata, non scendete nel bosco prima o dopo questo cartello o non troverete il sentiero. La strada è semplice, breve (ci vorranno all’incirca 15 minuiti) e attraversa le rovine di una ex Filanda, davvero molto suggestive. Proseguendo oltre le rovine il rumore della cascata sarà inconfondibile e vi guiderà, è davvero tanto rumorosa quanto spettacolare, per molto tempo fu utilizzata come fonte di energia.

CASCATA DI CUASSO

Trovare questa cascata è stata una vera e propria impresa, i cartelli lungo il sentiero non sono precisi e i siti internet che la documentano non ci sono stati d’aiuto quindi cercherò di spiegarvi tutto il più dettagliatamente possibile per evitare che finiate, come noi, a camminare 10km quando avete la cascata sotto il naso!

Si percorre la sp29 in direzione Cuasso al Monte, una volta giunti in zona seguite prima le indicazioni per Cavagnano, una volta raggiunto il paese seguire i cartelli che indicano il cimitero, questo è il posto migliore dove lasciare l’auto. Scarponi ai piedi e zaini in spalla, si prosegue in salita lungo la strada asfaltata, superati un paio di tornanti ci si trova di fronte una stradina con il cartello “rispetta la natura” che indica l’ingresso nel bosco.
Si cammina lungo il letto di un torrentello secco e pieno di ciottoli, lungo questo sentiero sulla sinistra si incontra una piccola cappelletta, proseguite dritto, si arriva infine ad un bivio con 3 cartelli, alcuni caduti, altri girati al contrario, prendete la strada che va verso destra, ​dopo pochi passi potrete intravedere il letto del torrente sulla sinistra e lo spettacolare ponticello, 

non attraversate il fiume ora ma proseguite sul vostro percorso e attraversatelo facendo uso del ponticello. Con il ponte alle spalle, prendete il sentiero che scende verso sinistra (i sentieri sulla destra portano all’alpe tedesco e al confine con la svizzera).

Occhi aperti perchè il bosco è molto fitto, dopo pochi metri troverete, sul lato detro della strada, i cartelli che indicano il sentiero, ​e degli scalini che scendono verso sinistra, arrivati in fondo agli scalini si apre la vista sulla meravigliosa cascata!

CASCATA DI FERRERA DI VARESE

forse in assoluto uno dei luoghi più facili da raggiungere.
Raggiunto il paese Ferrera di Varese ci sono molti posti dove lasciare l’auto (parcheggio delle poste, del municipio..), i più comodi sono il parcheggio della scuola materna e quello vicino alla fermata dell’autobus. Lasciata l’auto seguire i cartelli marroni che indicano la cascata. 
Entrati nel parco, a piedi, vi troverete di fronte ad una strada in curva, imboccando la stradina che si trova proprio sulla curva vi troverete subito di fronte alla cascata di Ferrera.

Se invece di prendere la stradina sulla curva proseguite sul ponticello che passa sopra al ruscello incontrerete la 

CASCATA FERMONA

dopo una passeggiata di 5 minuti lungo il sentiero, giunti alla fine della strada si incontra una discesa, breve ma piuttosto intensa che porta a questa maestosissima cascata.

CASCATA DELLA FRODA

Per arrivare al sentiero per questa cascata bisogna percorrere la sp69, verso Castelvaccana, tra Portovaltravaglia e caldè, troverete la svolta per Nasca, guinti in paese si prosegue per S. Antonio fino a trovate il cartello con l’indicazione ” cascata della froda” dopo più o meno 1 km, proprio davanti al cartello, sull’altro lato della strada c’è un mini spiazzo dove lasciare l’auto, c’è posto per una, massimo due auto, quindi l’alternativa è lasciare la macchina a S. Antonio e percorrere il chilometro a piedi. Il percorso è semplice, ben segnalato e dura più o meno 30 minuti, per amminare la cascata da vicino bisogna passare sopra al ponticello in ferro e salire su una piccola scaletta metallica 

proseguendo in auto lungo la strada trovate le indicazioni per il poggiolo di castelvaccana, un meraviglioso punto panoramico, il sentiero per arrivarci è breve ma molto, molto intenso, una sudata che vale la pena fare per il bellissimo panorama!

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Diga del Gleno

Trekking alla Diga del Gleno, sentiero da Pianezza alla diga.

indirizzo: 24020 Pianezza BG.
tipo di percorso: T (turistico, semplice)
tempi di percorrenza: 1 ora per raggiungere la diga.

Questo sentiero è perfetto da affrontare in qualsiasi stagione per il percorso breve, senza difficoltà e per i colori da mozzare il fiato.

Il percorso è quello che porta dalla frazione Pianezza (1267m) nel comune di Vilminore di Scalve fino alla Diga del Gleno.
Potete lasciare l’auto nel parcheggio vicino alla chiesa, in caso fosse pieno (come spesso accade) potete parcheggiare lungo la strada.
Messi gli scarponi, si imbocca la stradina in sampietrini alla destra della vasca con la fontana e si svolta immediatamente a destra nella primissima via tra le case. 
Da qui si affronta una scalinata naturale che ci porterà in prossimità di alcune baite e si prosegue in salita all’ombra del bosco.
Arrivati di fronte ad una passerella in cemento che incrocia il nostro cammino proseguiamo verso sinistra, da questo momento il sentiero sarà in piano e in alcuni punti sarà protetto da barriere e scavato nella roccia.

Lo spettacolo che si apre di fronte ai nostri occhi è ciò che rimane della Diga del Gleno e rappresenta il ricordo di una dolorosissima tragedia. Infatti, dopo pochissimi anni dalla sua costruzione, a seguito del riempimento dell’invaso, la diga cedette e causò la morte di almeno 350 persone. 

Oggi è un punto di ritrovo per camminatori, amanti della montagna ma anche per tante famiglie con bambini.
Potrete anche trovare un bivacco dove ripararvi in caso di pioggia e un piccolo bar dove sorseggiare un tè caldo ammirando gli incredibili colori del lago.

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Orridi di Uriezzo

marmitte dei giganti orridi di uriezzo baceno val ossola hikes on planet earth

Via Guglielmo Marconi, 51, 28861 Baceno VB

 T (percorcorso turistico facile)

 90 minuti per il giro completo.

Questa è una passeggiata semplice, adatta a tutti, a famiglie con bambine e a chiunque voglia avvicinarsi al mondo delle escursioni nella natura.

orridi di uriezzo baceno val ossola hikes on planet earth

Come sempre fate attenzione, tenete i bambini vicino a voi, indossate scarpe adatte e guardate dove mettete i piedi!
Ci sono molti punti da cui è possibile intraprendere il sentiero, noi abbiamo scelto di partire da Baceno perché è il punto che conosciamo meglio, c’è un bar che prepara bioches strepitose in centro al paese e c’è molto parcheggio a disposizione (entrando in paese, dubito dopo la farmacia sulla sinistra c’è un grande parcheggio libero o, se avete fortuna, potete trovare spazio proprio di fronte alla chiesa di San Gaudenzio)
​Quindi iniziamo:
Arrivati alla chiesa di San Gaudenzio si scende per il sentiero proprio vicino agli scalini della chiesa, sul lato sinistro, e si segue la mulattiera.

orridi di uriezzo baceno val ossola hikes on planet earth chiesa di san gaudenzio

Al secondo bivio (è comunque ben segnalato, non vi preoccupate) si prende il sentiero a sinistra che conduce ad uno spiazzo con una piccola centrale elettrica, da qui si sale seguendo il sentiero protetto dalle barriere e si incontra l’ingresso dell’Orrido Sud, vi consiglio si vederlo per primo, è sicuramente il più maestoso e conosciuto dei tre ma arrivando presto lo potrete trovare vuoto! Proseguite lungo il percorso obbligato, tra scalini in ferro e strettoie.

orridi di uriezzo baceno val ossola hikes on planet earth
orridi di uriezzo baceno val ossola hikes on planet earth, secondo orrido, passeggiate sul pianeta terra

All’uscita avrete due possibilità, andare verso destra e proseguire per gli altri orridi oppure andare verso sinistra per dare un’occhiata alle Marmitte dei Giganti e al caratteristico ponte in ferro

ponte sulle marmitte dei giganti orridi di uriezzo baceno val ossola hikes on planet earth
marmitte dei giganti orridi di uriezzo baceno val ossola hikes on planet earth

Andando verso destra all’uscita del primo orrido (oppure proseguendo dritto se tornate dalla visita alle marmitte) si percorre la ciclabile in direzione Orrido Nord-Est una bellissima casetta in pietra in prossimità di un bivio vi indicherà che siete vicini

orridi di uriezzo baceno val ossola hikes on planet earth


​All’uscita si prosegue verso l’ultimo Orrido, quello ad Ovest, se avete bambini fare attenzione a tenerli vicini in questo tratto, per uscire dall’ultimo orrido bisogna servirsi si una scaletta in ferro ed un piccolo tratto del sentiero è un po’ esposto ma comunque presenta un cavo d’acciaio di sicurezza a cui tenersi.

Giunti alla fine avete due alternative per tornare alla vostra auto, percorrere la “scalinata ad zanin” che sale verso la strada asfaltata e quindi camminare sulla provinciale che sbuca dietro alla chiesa di San Gaudenzio oppure tornare indietro e seguire le indicazioni per Varampio oppure per la Chiesa di Baceno (a seconda dei cartelli) e godervi ancora un po’ di aria fresca in mezzo alla natura.

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Lago Vannino e Lago Sruer

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Indirizzo: Frazione Ponte, 28863 Ponte VB.
Tipo di percorso: T (turistico) fino al lago Vannino, E (escursionistico/medio) fino al lago Sruer.
​tempo di percorrenza: 90 minuti fino al Lago Vannino, 2 ore fino al Lago Sruer.

​Una volta raggiunto il paese di Valdo, cercate le indicazioni per la seggiovia Sagersboden.

seggiovia che da Valdo porta a Sagersboden, in valle Formazza.

​Il piazzale della seggiovia è piccolo ma è riservato a chi acquista il biglietto per la salita quindi se arrivate di buon ora troverete posto.
​La seggiovia è aperta tutti i giorni dalle 8.30 alle 12.00 e dalle 14.00 alle 16.30 mentre nel week end fa orario continuato dalle 8.00 alle 16.50 quindi calcolate bene i tempi per le pause altrimenti vi toccherà allungare di un’altra ora e mezza per raggiungere l’auto.
Il prezzo della seggiovia è di 8€ per la sola salita/discesa e di 10€ per salita e discesa.
La seggiovia permette, in pochi minuti, di superare i primi 500 metri di dislivello, portandoci a quota 1772, ed è da qui che inizia il nostro giro.

Il primo chilometro non è dei più semplici, specialmente a muscoli freddi, quindi partite piano piano e senza fretta. 

​La salita è abbastanza impegnativa ma lungo le curve potrete ammirare piccole cascatine che vi permetteranno di rinfrescarvi e riprendere un po’ fiato.
Finito il tratto in salita il sentiero diventa piano e si può godere dello spettacolo della vallata libera e aperta, contornata da alte montagne rocciose e dal fiume alla nostra sinistra che ci accompagna.

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Dopo 40 minuti di cammino incontriamo la spettacolare cascata. ​

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Il tratto di sentiero si fa impegnativo ancora per qualche minuto in prossimità della dighetta e della strada gippabile ma superata la salita entriamo nella piana che conduce fino al lago Vannino.
L’ultimo sforzo per risalire la diga ed eccolo qui, quota 2177mt (circa un’ora e mezza di cammino)

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Decidiamo di pranzare sulla sponda destra del lago per goderci a pieno questo spettacolo, bisogna guadare qualche torrentello e fare ancora qualche minuto di cammino, non esiste una strada precisa ma alla fine, tolti gli scarponi possiamo mettere i piedi nell’acqua, gelida e rigenerante!

    Se decidete di mangiare il vostro pranzo al sacco in mezzo alla natura ricordate di riportare a valle i vostri rifiuti (e anche quelli di chi è più maleducato se li trovate sul vostro percorso) anche se sono biodegradabili!
Dopo una breve pausa ripartiamo in direzione lago Sruer, esistono due sentieri, uno che parte dalla destra del lago Vannino, segnalato da cartelli, ma per raggiungerlo dalla nostra posizione dovremmo tornare indietro fino al rifugio Margaroli, quindi decidiamo di intraprendere il secondo sentiero, ripido e ben evidente, che taglia a metà la montagna. Il dislivello e la difficoltà sono notevoli ma il tratto è davvero breve quindi si riesce ad affrontarlo senza problemi e in una ventina di minuti eccoci qui a quota 2320 metri.

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Al ritorno ci fermiamo a bere qualcosa di fresco al rifugio Margaroli, ve lo consigliamo caldamente, il proprietario non è solo gentile è molto di più! sicuramente ci torneremo per un pranzo o magari anche un week end perchè questo posto merita veramente!
Camminando di buon passo, anche per paura di perdere l’ultima discesa della seggiovia, in un’ora abbiamo coperto l’ultimo tratto di strada che parte dal rifugio e porta al nostro punto di partenza.

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Villa Della Porta Bozzolo

Oggi parliamo di qualcosa di diverso dalle solite escursioni, parliamo di un posto che secondo me rappresenta il giusto mix tra natura e cultura: la villa della porta Bozzolo.

Ovviamente, come ormai ben sapere, se non ci fosse di mezzo un’attività all’aria aperta e una passeggiata non sarei nemmeno qui a parlarvene, quindi iniziamo!
prima di tutto qualche informazione pratica:
In auto, prendendo l’Autostrada dei Laghi A8 Milano-Varese in direzione Sesto Calende-Gravellona Toce, uscite a Vergiate-Sesto e proseguite in direzione Besozzo-Laveno. Dopo Gemonio proseguite per Valcuvia-Luino, fino a Casalzuigno, via Bozzolo 5.
Al vostro arrivo troverete un’ampia area di parcheggio gratuita per i visitatori.

Questa villa era la dimora di campagna della famiglia Della Porta.

Al suo interno si trova un torchio, una cantina per la produzione dei vini e una filanda per i bachi da seta.
Ai piani superiori della villa si trovano invece un’infinità di saloni, salotti, stanze da letto, arredi sfarzosi, dipinti e libri antichi.

All’esterno il maestoso giardino all’italiana, di cui è impossibile non innamorarsi, le terrazze in pietra raggiungono la cima della collina ed è qui che, tirando fuori il vostro spirito da Hikers, potrete cimentarvi in una passeggiata verticale per ammirare dall’alto il panorama circostante.

La villa fu salvata nell’800 dal senatore Bozzolo ed è grazie al suo intervento e quello successivo del FAI che oggi la Villa è il luogo perfetto per trascorrere la giornata tra la visita degli interni, il parco, il roseto, il giardino segreto all’interno del quale viene allestito un mercatino di fiori e prodotti artigianali (tra cui il gelato alle rose!) e potete anche decidere se trascorrere la vostra pausa pranzo al “La cucina di casa” o nell’area picnic attrezzata.

Gli orari di apertura sono:
Dal mercoledì alla domenica, ore 10:00 – 18:00 (da marzo a settembre)
Dal mercoledì alla domenica, ore 10:00 – 17:00 (ottobre e novembre)
il prezzo del biglietto intero è di € 8 (da mercoledì a sabato) e di € 9 la domenica, con visita guidata. i bambini fino a 14 anni pagano € 4 mentre per i bambini sotto i 4 anni l’ingresso è gratuito. Sono disponibili anche degli sconti per famiglie.

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Sentiero delle cascate di Monticelli Brusati

Questa escursione è stata la più divertente affrontata fino ad ora.

Prima di iniziare il racconto vi lascio qualche dettaglio tecnico per raggiungere il posto:
percorrendo l’autostrada A4 si esce ad ospitalletto e poi si seguono le indicazioni per la val camonica. Si imbocca la superstrada e si passa il paese di Paderno Franciacorta, poi si gira a destra verso Monticelli Brusati. All’interno del paese ci sono numerosi parcheggi, noi vi consigliamo quello di Foina che non è nè troppo vicino nè troppo lontani quindi quasi certamente troverete posto.
Usciti dal parcheggio di prosegue verso Gaina e da qui sempre dritto si entra nel bosco, dopo un brevissimo tratto in mezzo alla natura ci si trova ad  un bivio, se si prosegue dritto in direzione della cascata si intraprende il sentiero per escursionisti esperti se invece si sceglie il sentiero indicato con la lettera A che sale verso sinistra allora si va incontro ad un sentiero semplice e adatto a tutti. 
Noi optiamo per proseguire in direzione della prima cascata, alla destra della quale si erige una scala in metallo alta 10 metri, l’affrontiamo tenendoci saldamente al corrimano senza nessuna difficoltà.

Da qui inizia un percorso fatto di cascatelle e attraversamenti da un lato all’altro del corso d’acqua.

Alla fine del sentiero bisogna guadare nuovamente il fiume per aggrapparsi alle catene sul lato opposto, questa ferrata è abbastanza semplice, creata per insegnare ai principianti come muoversi ma cercate comunque di porre moltissima attenzione perché le scarpe, rese scivolosissime dal fango, possono rappresentare un vero e proprio problema.

​Passato questo tratto si giunge di fronte ad una cascatina divisa in due, sul lato sinistro, le catene salgono in verticale, sormontata la cascata è passato anche il tratto più impegnativo del percorso.

​Da qui in poi si prosegue su un normale sentiero fino all’ultima e maestosa cascata a sinistra della quale troviamo l’ultima scaletta del percorso.

A monte della scala, seguendo il semplice e ampio sentiero indicato con la lettera A si torna rapidamente al punto di partenza.
Il percorso è ad anello e ha una durata complessiva di 2 ore.
Se lo affrontate con i bambini o se non ve la sentire di passare per la ferrata il sentiero indicato con la lettera A è semplice, senza difficoltà e incrocia lungo il cammino tutte le cascate presenti!

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Giro del Lago di Antrona ghiacciato

La domenica appena passata, cioè domenica 15 aprile, abbiamo deciso di accompagnare due amici al lago di Antrona e Campliccioli per mostrargli quanto il loro colore fosse spettacolare.

Non so se ricordate, eravamo già stati ad Antrona l’anno scorso ed ero rimasta delusa perchè essendo luglio avevamo trovato tantissime persone con lettini ed ombrelloni che facevano grigliate e prendevano il sole, una confusione incredibile e poco spazio per camminare.
Così abbiamo deciso di organizzare questa escursione al primo week end primaverile con bel tempo.
Prima di iniziare a raccontarvi questa avventura voglio farvi una premessa, o meglio voglio ricordarvi una regola di fondamentale importanza quando si passeggia in montagna in questo periodo dell’anno:
NON GRIDATE!
Sembrerà banale ma c’è ancora chi non sembra averlo imparato, abbiamo incontrato un solo altro gruppo di persone che camminava e a cui questo concetto sembrava del tutto oscuro. In questa stagione i primi raggi di sole scaldano la neve che si stacca e cade più facilmente verso valle trascinandosi dietro tutto quello che incontra, lo so che la questione è controversa, c’è chi dice che le onde sonore che impattano contro la neve fresca possano provocare valanghe, c’è chi dice che è solo un mito, comunque per rispetto della quiete delle altre persone che camminano tenete un tono di voce moderato.
Il lago di Antrona si trova ad Antrona piana, ad un’ora e mezza di auto dalla provincia di Varese (da cui partiamo noi), si percorre la A26 in direzione Gravellona Toce poi la SS33 del sempione, uscite a Villadossola in direzione valle Antrona fino ad Antrona piana, da qui seguite le indicazioni per il lago.
Appena arrivati e parcheggiata l’auto, nell’ampio parcheggio di fronte al lago, il posto non ci sembrava nemmeno quello giusto, per i primi minuti pensavamo fosse un distaccamento del lago principale che l’altra volta non avevamo notato e invece no, il cartello indica proprio Lago di Antrona, ed eccolo qui, quasi completamente asciutto e ricoperto da uno strato di ghiaccio.

Dato che l’altra volta avevamo preso il primo sentiero lungo la riva destra del lago ed era stato abbastanza tosto e con nostro grande dispiacere ci aveva fatto tagliare fuori la passerella che passa sotto alla cascata questa volta decidiamo di seguire il cartello Campliccioli sul lato sinistro del lago, attraversiamo il ponte in legno e in seguito una breve galleria nella roccia, poi saliamo lungo un sentiero alla nostra sinistra per raggiungere la diga sopra di noi.
Con nostro stupore e meraviglia iniziamo a trovare le prime chiazze di neve qua e la, più o meno all’altezza delle due baite

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Non essendo faticoso decidiamo di proseguire, arrivati all’incrocio tra il sentiero e la strada asfaltata, che nella bella stagione permette di raggiungere la diga di Campliccioli in auto, la situazione diventa problematica, la neve si fa sempre più alta, raggiungendo l’altezza delle ginocchia e non avendo le ciaspole ce la caviamo passando sulle impronte fresche di qualcuno che ha percorso il sentiero poco prima di noi.
Arrivati praticamente di fronte alla diga, dove il cartello segna ancora 10 minuti di cammino per raggiungere il laghetto, facciamo un’amara scoperta: una slavina ha completamente ricoperto il sentiero e ha abbattuto una rete di contenimento, passare sulla neve franata non è mai una buona idea, questa potrebbe muoversi e continuare la sua discesa verso il basso quindi decidiamo di tornare indietro un pezzo per cercare un’altra strada.

Ne notiamo una che sale oltre la diga e cerchiamo di intraprenderla ma dopo 3 passi la neve è cosi alta da impedirci di camminare, se non a fatica, quindi rinunciamo all’impresa e riscendiamo verso il lago di Antrona. 
Da qui, proseguendo verso sinistra lungo sentiero princiale che avevamo lasciato a metà per salire e troviamo finalmente la tanto sospirata passerella che passa sotto alla cascata.
Il cartello indica che il sentiero è chiuso, di solito questo cartello viene affisso all’inizio della stagione invernale perchè essendo una passerella di metallo diventa pericolosa con le piogge e le gelate, l’importante è fare tantissima attenzione a dove si mettono i piedi e reggersi sempre saltamente al corrimano.
Il percorso è suggestivo e spettacolare, abbiamo trovato una slavina che cadendo lungo il letto della cascata ha formato una piramide perfetta e l’acqua che ci è caduta sopra in seguito ha creato un buco esattamente al centro!

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​Il giro intorno al lago di Antrona è breve, dura all’incirca 45 in tutta calma, i punti panoramici sono mozzafiato ed è adatto a tutti.

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