Lago Kastel o Castel

​Come vi avevo già promesso “mese più caldo meta più fredda”.
Questa settimana abbiamo deciso di raggiungere il lago Kastel (o Castel) a 2216 mt.

Il laghetto si trova in Val Formazza, quindi solita strada, A26 verso Gravellona Toce, strada statale del Sempione fino a Crodo, al km 8,5 svoltiamo a destra seguendo il cartello per la Val Formazza, attraversiamo il comune di Premia e di Formazza, passiamo la scenografica Cascata del Toce e arriviamo a Riale. 
Qui le situazioni sono due, se siete mattinieri potete parcheggiare l’auto all’ingresso di Riale, pagando 3 euro per tutta la giornata, se invece siete dormiglioni e preferite le escursioni pomeridiane lasciate l’auto alla cascata e qui una navetta vi porterà fino al paese perchè raggiunta la capienza massima di auto la protezione civile non fa salire più nessuno.
Preso un caffè al primo bar appena dentro al paese per svegliarci un po’ ci siamo messi in marcia. 

Sapevamo dell’esistenza di due strade, il sentiero e la strada gippabile, che si incontrano in vari punti e quindi si può lasciare uno per prendere l’altro, abituati alle escursioni abbiamo optato per il sentiero, nessuna scelta fu peggiore! Il primissimo tratto del sentiero è veramente molto ripido e ho dovuto fare una sosta, così al primo incrocio con la strada gippabile ho percorso quella decisamente più ampia e adatta a tutti.
Quello che salta all’occhio è come la strada faccia dei lunghi e ampi tornanti mentre il sentiero salga in verticale a gradini.

Già dalla prima curva protetta da un muretto si può scorgere il bellissimo blu del lago di Morasco

Continuiamo a tratti sulla strada principale a tratti sul sentiero e, in un’ora e un quarto, arriviamo al bivio con il rifugio Maria Luisa sulla destra e a sinistra la diga del lago Toggia, proseguendo verso destra e oltrepassando il rifugio mancano solo 15 minuti alla nostra meta. 
Scorgendo due grandi muraglioni di pietra detti anche “diga di cartapesta” sappiamo di avercela fatta! Alla diga venne attribuito questo nome perchè poco dopo essere stata costruita crollò a causa del sottosuolo calcareo con gessi e cavità, questo stesso sottosuolo così chiaro, quasi bianco, rende incredibilmente trasparente l’acqua del lago. 
​Il silenzio fa da padrone in questo luogo, i colori sono spettacolari, ci sono mucche libere e tantissimi fiori.

Dopo aver pranzato ed esserci riposati qualche ora abbiamo raggiunto l’edificio sul lato del lago per qualche foto e poi siamo scesi, in un’oretta scarsa di cammino, percorrendo esclusivamente il sentiero che in discesa è stato una passeggiata! Visto il breve tempo di percorrenza del ritorno rispetto all’andata abbiamo avuto il tempo di rifocillarci nel medesimo Bar della mattina, se non sapete dove fermarvi ve lo consiglio, l’interno è di un tipico ristorante di montagna, i prezzi sono contenuti e il personale è gentile!
Piccolo consiglio: armatevi di crema solare! Il laghetto è molto in alto e le acque cristalline riflettono moltissimo la luce del sole, questo si traduce in una scottatura al naso assicurata se vi sedete sulla sua riva.

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Lanzarote, luoghi da non perdere

Questa è una guida pratica, di quelle da leggere all’aeroporto mentre si aspetta il volo per Lanzarote o da tenere sempre sotto mano per sapere cosa fare.
​è un breve riassunto dei luoghi, partendo dal Nord più estremo dell’isola, da non perdere assolutamente se si decide di passare una settimana di vacanza in questa meravigliosa isola dell’arcipelago delle Canarie.

Due piccole note prima di iniziare, perdonate la scarsa qualità delle foto ma per problemi tecnici sono state scattate tutte con il cellulare, seconda cosa, informatevi prima di visitare qualunque luogo, esistono dei biglietti cumulativi che comprendono più attrazioni e fanno risparmiare un po’ di soldi, io vi indico il prezzo singolo per ogni struttura ma se avete intenzione di visitare 3 o più luoghi vi conviene fare il biglietto cumulativo disponibile all’ingresso di ogni luogo di interesse.
Bene, iniziamo:

MIRADOR DEL RIO

Questo è il punto panoramico dell’isola che si affaccia sull’isoletta de La Graciosa, visitatelo in una giornata di sole perchè il panorama è veramente mozzafiato, noi siamo capitati in una giornata piuttosto nuvolosa ma comunque è stata una bellissima esperienza.
Si trova all’estremo Nord dell’isola.
L’ingresso costa 4.50 euro ed è aperto tutti i giorni dalle 10.00 alle 18.45

JAMEOS DEL AGUA

Una delle tante opere create da Manrique, all’ingresso di Jameos del Agua si trova un bar ristorante posizionato nel cratere di un vulcano, proseguendo si incontra un laghetto formato dall’acqua rimasta intrappolata all’interno del vulcano spento, sarebbe meglio non toccare l’acqua per non alterare l’ecosistema dei granchietti bianchi, o granchi ciechi, che esistono solo qui, usciti dall’altro lato della galleria si trova una piscina artificiale e un anfiteatro coperto ricavato nella roccia vulcanica.
Si trova nella regione di Haria, nella parte nord-est dell’isola.
L’ingresso costa 9 euro ed è aperto dalle 10.00 alle 18.00, il sabato sera rimane aperto fino a 00.30 e c’è le possibilità di cenare e sentire musica dal vivo nel ristorante ricavato dal vulcano. I prezzi variano dai 30 ai 50 euro a testa.

CUEVAS DE LOS VERDES

Praticamente a due passi da Jameos del agua è un percorso all’interno di gallerie scavate dal passaggio della lava del vulcano, in alcuni punti vi dovrete chinare per passare ma è comunque un percorso semplice e adatto a tutti.
In fondo al percorso c’è una sorpresa che vi lascerà letteralmente senza fiato! Tante persone, compresi alcuni miei conoscenti, hanno cercato l’anteprima su internet, il mio consiglio è di andare a cuor leggero e di viverla, è bello farsi sorprendere ogni tanto!
L’ingresso costa 9 euro ed è aperto dalle 10.00 alle 19.00

CASA MUSEO DI CESAR MANRIQUE

Cesar Manrique è l’artista che ha dato vita alla maggior parte delle opere, per non dire tutte, che troverete sull’isola. 
La sua casa è quasi un luogo di culto per gli abitanti dell’isola, a lui si devono molte delle iniziative per portare il turismo sull’isola, tutte le opere d’arte che troverete al centro delle immense rotonde, i musei, i luoghi di interesse, quasi tutto! 
Si trova nella regione di Haria, nella parte Nord direi quasi Nord-ovest ma rimane comunque abbastanza centrale, una delle zone più belle e caratteristiche.
L’ingresso costa 12 euro ed è aperto tutti i giorni dalle 10.30 alle 18.00.

JARDIN DE CACTUS

è il giardino botanico dell’sola, dato il clima e la scarsità d’acqua sull’isola nascono solo piante grasse e questo giardino contiene più di 1500 varietà, per una come me, innamorata dei cactus, questo è il paradiso! All’interno del giardino c’è un piccolo mulino a vento nel quale è possibile entrare e un negozietto di souvenir dove noi abbiamo acquistato la marmellata di cactus.
Si trova nella regione di Guatiza, nella parte nord-est dell’isola.
L’ingresso costa 5,50 euro ed è aperto tutti i giorni dalle 10.00 alle 17.45

MUSEO DEL CAMPESINO

Non è uno dei posti più consigliati o riportati nelle guide ma a me è piaciuto molto, è il museo dei contadini, la struttura è molto bella e al centro si trova una scala che scende, attraversa un tratto di galleria scavata nella roccia, in pieno stile Lanzarote, e sbuca in un ristorante sotterraneo.
Si trova nella regione di Mozaga, al centro dell’isola.
L’ingresso è gratuito ed è aperto dalle 09.00 alle 17.45

PLAYA DEL REDUCTO

Su questo luogo ho un aneddoto divertente.
Un giorno, tornando da una delle nostre esplorazioni, abbiamo deviato e abbiamo deciso di costeggiare il mare, qui abbiamo incontrato la Playa del Reducto e ne siamo rimasti rapiti, sembrava di essere su una strada californiana, parchi da skate, palme altissime, mare azzurro cristallino e una spiaggia bellissima, così abbiamo deciso di tornarci l’indomani per fare il bagno e scattare foto.
Il mattino seguente, ci siamo recati sul posto e… la spiaggia non c’era più!
A causa della bassa marea era una specie di stagno/palude piena di rocce e sassi e il mare era lontanissimo. 
Da qui abbiamo imparato che Reducto significa appunto ridotto, che si ritira.​Per questo non abbiamo foto. 

EL GOLFO

è un lago verde a pochi metri dal mare, una dei luoghi simbolo di Lanzarote.
La montagna rossa, il lago verde, la spiaggia nera che finiscono nel blu del mare è una delle meraviglie della natura più particolari che io abbia mai visto!
Si trova nella parte sud-ovest dell’isola, poco più sotto del parco naturale del Timanfaya.
Non c’è ingresso, è una semplice passeggiata lungo il lato della montagna che termina affacciandosi sul lago, è gratuito e sempre aperto al pubblico.

PLAYA MUJERES, PLAYA PAPAGAYO, PLAYA BLANCA

Ci sono 7 spiagge su questo tratto di costa: Puerto Muelas, Playa de Afe, Playa del Pozo, Playa de la Cera, Caleta del Congrio, Playa Mujeres e Playa Papagayo. Le ultime due sono quelle che hanno lasciato maggiormente il segno. 
La spiaggia bianchissima e mai troppo affollata, l’acqua cristallina sono veramente un sogno. 
Si trovano sulla punta estrema sud-est dell’isola.
L’ingresso costa 3 euro per tutto il giorno.
Playa Blanca invece è un piccolo paesino dove potete trovare di tutto: ristoranti, negozi, lavanderia, dottore.. a poca distanza dalle spiagge di cui parlavo prima e ha una caletta meravigliosa! A differenza delle altre questa, essendo veramente molto piccola si riempie facilmente, se volete fermarvi a prendere il sole e fare il bagno vi consiglio di mettere le asciugamani in fondo perchè dopo mezzogiorno la marea inizia a salire e le persone nelle prime file sono costrette ad indietreggiare o ad andarsene.

PARCO NATURALE DEL TIMANFAYA

Una cosa assolutamente da non perdere, e che invece noi ci siamo persi, è il parco naturale del Timanfaya, un giro in autobus nella zona più vulcanica dell’isola, con parecchie fermate per passeggiare e ammirare i potentissimi geyser.
Soffrendo entrambi sull’autobus l’anno scorso abbiamo rinunciato ma magari con un po’ di coraggio questa estate ci proveremo.
Si trova nella parte sud ovest dell’isola.
Il viaggio costa 9 euro e si può fare dalle 09.00 alle 18.00.

Lanzarote è stata per me un’esperienza unica, un’isola che mi è rimasta profondamente nel cuore, conto di tornarci questa estate e di andare alla ricerca dei posti più nascosti. 
Piccola curiosità su questo posto incredibile è l’elevato numero di gatti che si possono incontrare, sono in ogni angolo, anche nel prato del nostro hotel!

Lago di Antrona e Lago di Campliccioli

Con il grande caldo di questi giorni non si può desiderare niente di meglio di una passeggiata in montagna per godere dell’arietta fresca. 
Questa settimana abbiamo deciso di esplorare il Lago di Antrona e il Lago di Campliccioli.

Mattina presto, zaini pronti, saliamo in macchina e percorriamo la A26 in direzione Gravellona Toce, imbocchiamo la statale del sempione fino a Villadossola, e saliamo per 16 km fino ad Antronapiana, arrivati al parcheggio lasciamo l’auto e prendiamo il primo sentiero a piedi sul lato destro della strada. 
Incontriamo subito il lago di Antrona con il suo colore verde smeraldo e qui mi fermo un attimo perchè vorrei fare un piccolo appunto, prima di partire per un’escursione ci informiamo sempre leggendo dozzine di blog, post, guardando immagini su Google ma anche geolocalizzazioni di Facebook e Instagram, quello che mi aveva colpita dalle immagini era una suggestiva passerella di legno sospesa nel vuoto e aggrappata al lato roccioso della montagna che passava sotto ad una cascata e in 45 minuti portava a Campliccioli. Una volta giunti sulle rive del lago di Antrona, non so bene come e nemmeno perchè ci siamo dimenticati di tutto questo e abbiamo seguito il primissimo cartello sulla destra che indicava uno strettissimo e ripidissimo sentiero per Campliccioli. ​

I primi tratti, fino ad un piccolo paesino, non sono stati difficoltosi, la strada era stretta e si camminava in fila indiana incontrando qualche piccola difficoltà ogni tanto ma tutto sommato il verde della vegetazione regalava un’ombra piacevole, dopo una ventina di minuti il percorso è diventato molto molto ripido e guardando il lago di Antrona alla nostra sinistra ci siamo resi conto di essere praticamente sempre nello stesso punto e di stare salendo quasi esclusivamente in verticale, ci siamo dovuti fermare a prendere fiato un paio di volte, affaticati anche dal fatto che questo tratto è quasi completamente soleggiato. Dopo un’ora di fatica siamo arrivati in cima e la scena che si è aperta davanti ai nostri occhi è stata incredibile, sul lato sinistro il lago di Antrona con la tanto agognata passerella di legno che, guarda un po’? si trovava sul lato del lago opposto al nostro! seguita dalla bellissima cascata, dalla vegetazione nel mezzo e sulla destra la diga con il lago di Campliccioli.

Qui abbiamo respirato profondamente, bevuto, fatto qualche foto e poi siamo ripartiti per fare il giro completo del lago di Campliccioli, abbiamo incontrato gallerie grezze scavate nella roccia, piccole spiaggette dove qualche temerario faceva il bagno, piccole baite a pochi centimetri dalla riva, una cosa che non avevo mai visto e credo che vivere in un posto così sia diventato uno dei miei più grandi desideri!

​Raggiunto il lato opposto da dove eravamo partiti per il giro, quindi la metà del lago, il percorso scende verso destra per passare in mezzo a delle graziosissime baite di pietra, poi risale verso sinistra su un picco abbastanza alto da cui si può godere di una vista mozzafiato, da qui si riscende per percorrere la seconda metà del lago, molto più rocciosa e che non lascia tratti per avvicinarci all’acqua, su questo lato del lago corrono le antiche rotaie. 
Il colore di questo laghetto mi ha davvero colpita, le sfumature e i rapidi cambi di colore in base alla luce sono uno spettacolo meraviglioso

Ci siamo fermati nella fitta vegetazione, sopra ad un grande sasso per consumare il pranzo e appoggiare i piedi nudi tra l’erba, questo è un rito che facciamo in ogni esplorazione, per essere più a contatto con la natura e scaricare le energie negative. 
Abbiamo poi ripreso il sentiero che riportava verso il lago di Atrona, questa volta sul lato opposto rispetto all’andata, passando per il bosco e mancando clamorosamente la passerella per la seconda volta!!
Giunti di nuovo al lago di Antrona vi devo confessare di essere rimasta un po’ delusa, le rive erano gremite di decine e decide di persone, che con asciugamani, ombrelloni e lettini hanno reso parecchio difficile il ritorno all’auto, so che è normale che durante la stagione estiva chi lavora tutta settimana ed è stanco dell’afa e dello stress della città si riversi sul lago più vicino però la differenza tra la pace di qualche ora prima e gli schiamazzi del pomeriggio mi hanno quasi pietrificata, era una condizione che nella mia testa non avevo considerato come possibile.
Penso che nei mesi di luglio e agosto limiteremo le uscite oppure cercheremo vette più alte magari da raggiungere con la seggiovia o la funivia per cercare un ambiente decisamente più fresco e silenzioso.
Comunque in linea generale il percorso è adatto a tutti, specialmente se si prende la passerella, se invece si sceglie il sentiero e si cammina piano senza fretta si può arrivare in cima anche se non si è esperti e se si hanno bimbi al seguito, per i più sfaticati che non vogliono perdersi questo panorama entrambi i laghi sono raggiungibili in auto!

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