Lago dei Cavalli

Eccoci alla nostra consueta gita domenicale!
La strada per arrivare al lago è davvero facilissima, si esce a Villadossola, si segue per la valle Antrona per poi deviare verso Cheggio e parcheggiare l’auto proprio di fronte alla diga.

La prima cosa che colpisce è il particolarissimo colore del lago, in base alla luce  varia da un azzurro intensissimo ad un verde smeraldo.

Sul lato sinistro del lago inizia il sentiero che ci porterà fino al lato opposto rispetto alla diga, armatevi di scarpe impermeabilizzate perchè i numerosi rivoli d’acqua che attraversano il sentiero vi costringeranno a bagnarvi i piedi e una grande lastra di ghiaccio e neve non ancora sciolta hanno richiesto una buona aderenza.

Giunti dall’altra parte del lago passiamo sul ponte che oltrepassa il torrente Loranco e la vista dall’alpe del Gabbio è meravigliosa.

Proseguiamo per la Piana Ronchelli dov’è situata la Cappella del Buon Pastore, distrutta più volte dalle valanghe e anche l’ultima fonte di acqua potabile prima del rifugio. 
La nostra escursione termina qui, tra andata e ritorno abbiamo camminato quasi 2 ore e 30, prima di tornare all’auto siamo scesi fino alla riva del lago dove moltissime famiglie consumavano il loro pranzo, è davvero un percorso bellissimo e adatto a tutti, bambini compresi.

TI è PIACIUTO QUESTO ARTICOLO?

SOSTIENICI CON UN CAFFè 

Lago delle fate

Siamo alla fine di maggio e il caldo inizia a farsi sentire, così abbiamo decido di fare una piccola gita poco impegnativa, a metà settimana, per respirare un po’ di aria fresca.

Percorrendo l’autostrada A26 in direzione Gravellona Toce e uscendo all’uscita di Piedimulera si imbocca la SS549 della Valle Anzasca fino a superare la frazione di Borca. Si segue la provinciale fino ad Isella e si svolta a sinistra sul ponte che oltrepassa il torrente Anza. 
Qui abbiamo lasciato l’auto in un parcheggio che credo sia a pagamento nei mesi estivi e dove c’erano dei bellissimi cavalli bianchi.

Da qui si intraprende il sentiero ampio e sterrato che si trova tra il parcheggio e il letto del torrente, è facilmente percorribile e permette di raggiungere il lago in poco più di mezz’ora. Terminata la camminata la vista che si apre sulla valle è incredibile!

Qui ci siamo fermati per consumare il pranzo al sacco e per godere di questo panorama meraviglioso.

Il sentiero prosegue in direzione di Crocette, anche detta la città morta, raggiungibile in mezz’ora, all’inizio della sua storia questo luogo fu adibito al pascolo, negli anni ’30 iniziarono i lavori per la costruzione dello stabilimento aurifero. Le attuali case ancora esistenti erano adibite a magazzino e sede della direzione lavori. Nel 1947 la miniera venne smantellata e quindi le case vennero abbandonate.
Tornando verso l’auto ci siamo fermati al Bar Ristorante Alpino di fronte al laghetto dove abbiamo fatto merenda con una squisita fetta di torta di mele e scambiato qualche parola con le simpaticissime titolari.

TI è PIACIUTO QUESTO ARTICOLO?

SOSTIENICI CON UN CAFFè 

Lago di Agaro

Tre giorni dopo l’escursione alla piana di Devero non facevamo altro che pensare che non potevamo arrenderci così e lasciare a metà il percorso per Agaro a causa di una strada troppo stretta (premesso che abbiamo un’auto molto bassa e non adatta agli sterrati). Così martedì mattina ci siamo rimessi in marcia sempre per la stessa meta.

Per chi non avesse letto il post precedente, si percorre l’autostrada A26 direzione Gravellona Toce, la superstrada fino all’uscita Crodo, la strada comunale fino a Baceno, qui si seguono le indicazioni per Devero e raggiunto il paese di Goglio si seguono invece le indicazioni per Ausone e Agaro.
La strada che sale per Ausone e Agaro si trova sulla destra, la prima salita che si incontra è davvero molto ripida e ci sono dei cartelli di divieto d’accesso perchè la strada è molto stretta ma andando piano e facendo attenzione ce la si può fare tranquillamente. 
Dopo le prime curve si incontrano delle tipiche casette di montagna, carinissime, tutte in legno, alcune ancora abitate e la vista da qui è formidabile.

Poche curve più in alto si arriva all’ingresso della galleria che ci condurrà alla diga.

La galleria va percorsa a piedi ed è illuminata, ricordatevi di premere l’interruttore per la luce quando entrate, anche se la luce è già accesa, l’interruttore è temporizzato per 30 minuti e ce ne vogliono in media 20 per arrivare dall’altro lato; ricordatevi anche di indossare indumenti adatti perchè nella galleria la temperatura è più bassa rispetto all’esterno.

Giunti alla fine della galleria, sul lato sinistro, si trova l’imponente diga. Il tratto in salita è breve ma veramente intenso, percorretelo con calma!

Da qui, dopo aver goduto di questa vista mozzafiato, sia dal lato del lago che da quello della vallata ci siamo incamminati lungo il sentiero che costeggia il lato sinistro del lago per raggiungere le casette che si intravedono all’orizzonte. 
La passeggiata è semplice, piacevole e adatta a tutti, l’abbiamo percorsa in 50 minuti fermandoci a metà e abbandonando il sentiero per raggiungere e toccare con mano l’acqua cristallina.

Ci siamo fermati per consumare il nostro pranzo al sacco e abbiamo approfittato dei tavoli all’esterno di una baita. 
La pace e la tranquillità che si respirano qui sono impagabili, è veramente un posto meraviglioso e vi ripagherà pienamente della fatica, se siete indecisi sull’intraprendere questa avventura o meno io mi sento di consigliarvela caldamente.

TI è PIACIUTO QUESTO ARTICOLO?

SOSTIENICI CON UN CAFFè

Chi ben comincia

linea sebo vegetal yves rocher

Visto che questo blog è per lo più incentrato sulla natura va da sé che anche tutto ciò che mi circonda cerca sempre di essere il più ecologico possibile. 
Amare la natura significa prima di ogni cosa rispettarla.


Perchè questo titolo? perchè non c’è cosa migliore che iniziare una giornata con il piede guisto, e qual è una delle prime cose che si fa al mattino appena ci si sveglia? lavare il viso!
Oggi vi voglio parlare di 3 prodotti per la detersione quotidiana. 
Vorrei fare una premessa, sono una persona piuttosto semplice, non amo truccarmi molto, non mi piace, non sono in grado e soprattutto non riesco a spendere una o due ore chiusa in bagno specialmente ora che andiamo verso l’estate.
Comunque anche andare in giro struccate è un bel problema, durante le escursioni nei boschi si incontrano davvero poche persone ma nella vita di tutti i giorni, a casa, all’università, con la famiglia o si ha una pelle perfetta, oppure se come me avete un leggero problema di acne che si trascina dall’adolescenza a volte può risultare imbarazzante. 
Un mesetto fa ho ricevuto a casa una carinissima scatola verde di Yves Rocher che conteneva un gel detergente, un’acqua micellare e una crema per il viso. 
​Il gel detergente ha la consistenza del classico sapone liquido, forse leggermente più acquoso ma già da quando entra in contatto con la pelle si sente la sua azione purificante. 
L’acqua micellare non la uso sempre, solo quando mi strucco o quando sento di aver bisogno di pulire la pelle più in profondità, è davvero un portento, la si applica con un dischetto di cotone e quando si asciuga, semplicemente passando una mano sul viso ci si rende conto di non avere più nemmeno un briciolo di sebo sulla pelle e nessuna zona lucida.
Ora arriviamo all’ultima ma non per importanza, la crema Zero imperfezioni; la applico regolarmente mattina e sera, sul momento la pelle appare più chiara e le imperfezioni leggermente più arrossate ed evidenti ma dopo una decina di minuti l’effetto sparisce e con la costanza sembrano anche schiarire delle macchie che avevo da moltissimo tempo.
In conclusione voglio spendere una parola per il packaging, quante volte ci preoccupiamo che i prodotti siano bio? naturali? vegetali? ultimamente con la crescita della consapevolezza si fanno acquisti sempre più attenti a questi fattori ma quante volte abbiamo pensato alle confezioni? io credo mai! queste confezioni sono ecologiche e riciclabili e quindi hanno veramente un impatto bassissimo sulla natura. 
Il prezzo è veramente contenuto, soprattutto rispetto a creme costosissime piene di schifezze che inquinano la nostra pelle e l’ambiente, secondo me ne vale la pena!

TI è PIACIUTO QUESTO ARTICOLO?

SOSTIENICI CON UN CAFFè 

Piana di Devero

L’esplorazione della piana di Devero non è stata un’escursione voluta. 
Ci siamo svegliati una domenica mattina di buon ora, zaini pronti e scarponi ai piedi, per raggiungere il Lago di Agaro, in provincia di Verbania.


Abbiamo percorso l’autostrada A26 in direzione Gravellona Toce, la superstrada fino all’uscita Crodo, superata la città abbiamo proseguito per Baceno e poi per la strada comunale che sale sulla sinistra verso Devero.
Giunti a Goglio abbiamo proseguito seguendo i cartelli che indicavano per Ausone e Agaro ma la strada molto stretta e il cielo, che non prometteva niente di buono, ci hanno convinti a demordere, abbiamo fatto inversione di marcia e seguito i cartelli per Devero.
Lungo la strada si incontra una spettacolare galleria con pareti grezze e scarsamente illuminata che mi ha davvero colpita, non avevo mai visto una cosa simile! 
Usciti dalla galleria lo scenario è incredibile, si può lasciare la macchina nel largo piazzale per ammirare la scenografica cascata .

Proseguendo sul ponticello che attraversa il fiume si può intraprendere una passeggiata nel bosco di circa un’oretta.
Risalendo in macchina e continuando lungo i tornanti si incontra un parcheggio a pagamento (credo solo nei mesi estivi), segue un’altra galleria identica alla precedente e si giunge finalmente alla Piana di Devero.

La nostra esplorazione finisce qui, non abbiamo intrapreso altri sentieri anche perchè, non essendo una cosa programmata, non eravamo informati su cosa ci fosse nelle vicinanze, così abbiamo passeggiato nell’assoluto silenzio della piana completamente deserta nella quale si possono amminare infinite distese di verde, piccole casette di montagna e vecchi alberghi abbandonati, nonostante fosse il mese di maggio in qualche angolo ombroso abbiamo anche potuto toccare la neve.
Prima di tornare a casa abbiamo cercato un ristorante per rifocillarci ma nonostante le numerose insegne l’unico aperto era quello sulla salitina tenendo come riferimento la chiesetta sul lato sinistra, sinceramente nulla di speciale abbiamo mangiato del buon cibo di montagna, pagato forse un po’ troppo e il proprietario non ha brillato per gentilezza.
Tutto sommato una bellissima giornata, speriamo di tornarci presto per esplorare meglio questa piana.

TI è PIACIUTO QUESTO ARTICOLO?

SOSTIENICI CON UN CAFFè