Due audiolibri lungo il cammino

audiolibri per chi ama camminare

Camminare e come farlo sono sempre questioni soggettive. C’è a chi piace farlo con la pioggia, chi sull’asfalto, chi ama la salita e chi il silenzio dei boschi. Poi ci sono io, che come tanti altri amo il silenzio, ma alcune volte, in giorni particolari, con il giusto sentiero, mi piace ascoltare altro oltre al silenzio. A me piace farmi raccontare storie.

due audiolibri per chi ama camminare

Amo gli audiolibri tanto quanto i libri cartacei e se non posso camminare mentre leggo una pagina stampata (rischio incidente cui le mie caviglie non vogliono assistere), nulla mi vieta di infilare le cuffie e lasciare che a leggere sia un’altra persona per me.

Quindi ecco qui due audiolibri decisamente adatti per chi ama camminare – o perché no, anche per chi ama leggere sul camminare!

 

1. Una passeggiata tra i boschi – Bill Bryson

Premessa: se state affrontando un percorso complesso, accidentato e dal suolo instabile questo libro non fa per voi. Le risate che Bryson causa potrebbero distogliere l’attenzione da dove state poggiando i piedi.

Ma se la camminata è lunga, abbastanza semplice e magari volete contrastare una giornata un po’ nuvolosa e umida questo è L’Audiolibro.

Bryson, giornalista americano dal volto ilare, decide di affrontare uno dei percorsi più lunghi del mondo: l’Appalachian Trail. Circa 3.510 chilometri di sentiero, occasionali incontri più o meno fortunati con esseri umani di dubbio gusto, orsi e altri animali selvatici, zaini pieni di merendine e un compagno di viaggio davvero, davvero peculiare.

quote bill bryson

Durata: 10h e 46 minuti

Letto da: Luca Ghignone

Reperibile su: Audible.it

 

2. Senza mai arrivare in cima – Paolo Cognetti

Cambiamo tono. Se Bryson è adatto a rischiarare una giornata nuvolosa, Cognetti necessita decisamente di una chiara giornata di ciel sereno, clima mite e una bella salita, dolce e lunga.

Cognetti, arcinoto scrittore italiano divenuto particolarmente famoso dopo la pubblicazione de Le otto montagne, si è dedicato più e più volte alla narrazione delle sue avventure di camminatore.

nicola margin illustrazioni
Illustrazioni di Nicola Margin

Senza mai arrivare in cima è la narrazione quieta e tranquilla di un viaggio sull’Himalaya. Una splendida riflessione su come non sia un valore assoluto l’arrivare in vetta, su come la necessità della conquista obbligata – percepita altrimenti come fallimento – sia a modo proprio una piccola forma di violenza.

La montagna comincia a insegnare al camminatore sin dalla base, questo Cognetti ci racconta.

Durata: 2h e 31 minuti

Letto da: Jacopo Venturiero

Reperibile su: Audible.it

 

Continuando a camminare potresti incontrare anche:

  •  A spasso nel bosco – film del 2015 diretto da Ken Kwapis, tratto da Una passeggiata nei boschi di Bill Bryson che viene qui interpretato da nientepopodimeno che Robert Redford!
  • Perché provare gli audiolibri – articolo su Il Libraio di Isabella Milani, docente e autrice di alcuni testi riguardanti educazione e didattica.
  • Il ragazzo selvatico – Paolo Cognetti, 2013, Terre di mezzo Editore

 

Solvitur ambulando: dell’importanza del camminare secondo Thoreau.

Se volessi costruire un percorso di letture dedicato all’arte del cammino sicuramente non potrei esimermi dall’iniziare proprio da Henry David Thoreau.

Filosofo ottocentesco a dir poco peculiare, a metà della sua vita abbandona la quiete cittadina per costruirsi una ascetica capanna sulle sponde del lago Walden (da qui il titolo del famoso Walden ovvero vita nei boschi), nel Massachusetts. Lì vive per circa due anni, nel tentativo di allontanarsi da quella che, secondo lui, è una società in cui l’individuo viene inevitabilmente compromesso e corrotto.

quote-thoreau-camminare-trekking

Per Thoreau la Natura è ben altro da ciò che i suoi colleghi filosofi intuiscono. Egli la concepisce come fonte di benessere, come forza guaritrice: l’allontanamento dai costrutti della società è finalizzata alla ricerca di quel punto di contatto che permetterebbe all’uomo di ritrovarsi finalmente completo, appagato e sereno su questa terra.
Ricreare il contatto è possibile, sostiene Thoreau, che non ambisce certo ad una qualche forma di Illuminazione istantanea, bensì si concentra su quei piccoli atti quotidiani che possono ristabilire la connessione con la (nostra) Natura.

L’atto di camminare è forse l’atto di riconnessione per eccellenza. Camminare è sinonimo di liberazione dalla società umana, ha a che vedere con l’avventura personale, con la scoperta del mondo circostante e del proprio Io, con la ricerca della comprensione di quell’Unicum di cui siamo parte.
Perché la filosofia non è tutta parole e pensieri, è fatta anche di azioni, ed è così che Thoreau intende il cammino.


Certo, ai tempi fu tacciato di essere un provocatore, lui che voleva vivere in una capanna in mezzo al bosco mentre la grande America si stava avviando verso l’industrializzazione.
E quanto egli potesse essere provocatore (anche se, personalmente, non lo definirei tale) si intuisce avendo letto Camminare e Disobbedienza civile.
Dicendo che camminare è un allontanarsi dalla società, dai suoi diritti/doveri spesso inconsapevolmente accettati dall’individuo con tacita sottomissione, diciamo allora che camminare è un atto di disobbedienza bello e buono. Se l’uomo torna alla natura allora disobbedisce a quel che è il patto sociale instaurato con i suoi simili. Non che Thoreau volesse rifuggire la socialità, anzi, racconta spesso delle belle camminate insieme all’amico Emerson, ma l’ombra da cui sente il bisogno di sottrarsi così frequentemente è quella gettata dai costrutti sociali, nei quali avverte di essere più bestia in trappola che sereno abitante.

 

Camminate quindi, ammonisce Thoreau, perché solvitur ambulando. Qualunque cosa voi stiate cercando.

 

 

 

Continuando a camminare potresti incontrare anche:

  • Into the wild – film del 2007 diretto da Sean Penn nel quale si racconta la vera storia di Christopher Johnson McCandless. Nel film viene citata la famosissima frase di Thoreau “Non l’amore, non i soldi, non la fede, non la fama, non la giustizia, datemi la verità!

  • The power of walking and silence – John Francis, TedxTokyo. Conosciuto come The Planetwalker, Francis ha trascorso diciassette anni della sua vita in silenzio e dopo il disastro petrolifero nella San Francisco Bay non ha toccato veicoli a motore per ventidue anni, imparando così nuovamente a camminare.

  • Le fantasticherie del passeggiatore solitario – J. J. Rosseau.

Cambiamenti climatici per principianti

fridays for future, cambiamenti climatici, manifestazione

Anche se fino a questo momento aveste fatto una vita da eremita e non aveste avuto accesso né alla tv né a internet, dal 15 marzo non avreste comunque potuto fingere di non sapere di cosa si sta parlando.

Sì, perché venerdì 15, quasi 1 milione di persone, soprattutto giovanissimi, si sono riversate nelle piazze d’Italia per i Fridays for Future, il primo sciopero indetto da Greta Thunberg per spostare l’attenzione delle istituzioni sui cambiamenti climatici.

Alcuni giornali e TG hanno intervistato i manifestanti ma non tutti hanno mantenuto una certa etica nel farlo. Una di queste interviste, in particolare, ha avuto molta risonanza mediatica: quella in cui veniva chiesto ad un ragazzo cosa fossero i cambiamenti climatici, senza però ottenere risposta. Chiariamoci, sono stata la prima a ridere istintivamente davanti alla “figuraccia” ma poi mi sono chiesta cosa avrei risposto io, e mi son resa conto che avrei fatto una figura poco migliore.

Per quanto io abbia ben chiaro nella mia testa cosa sono i cambiamenti climatici, quali sono le cause (presunte o meno), e quali sono gli effetti, la risposta alla domanda rimane tutt’altro che banale.
É da qui, quindi, che vorrei partire:
COSA SONO I CAMBIAMENTI CLIMATICI?
Con questo nome si fa riferimento a tutta una serie di mutamenti che sono avvenuti o, come in questo caso, stanno avvenendo a livello climatico. Di seguito vediamo quali fenomeni sono collegati al cambiamento climatico e come lo sono.

energia alternativa
Photo by Johan Bos from Pexels

RISCALDAMENTO GLOBALE

Il riscaldamento globale è un tema molto in auge negli ultimi decenni, da quando quindi si è cominciato a notare che qualcosa stava cambiando nel nostro clima. Com’è intuitivo, il cambiamento climatico che stiamo vivendo sta portando ad un aumento delle temperature. Attenzione però: è importantissimo tenere a mente che stiamo parlando di clima, e quindi climatologia, e non meteo e meteorologia. La differenza sostanziale è la scala temporale a cui si fa riferimento. La scala temporale per il clima è molto più ampia rispetto quella meteorologica, per questo commenti del tipo “Senti che freddo, e fortuna che dovrebbe esserci il cambiamento climatico!” non hanno senso. Ciò che si confronta sono le medie mensili, stagionali e annuali, per cui un solo giorno di neve non significa assolutamente nulla in ambito climatologico.

ANIDRIDE CARBONICA

Come bene o male tutti sappiamo l’anidride carbonica (CO2) è una molecola e si trova in forma gassosa all’interno della nostra atmosfera. Sono state le piante i primi organismi viventi a produrla, e grazie alla sua presenza abbiamo oggi un terra ospitale. Contribuisce al famoso Effetto serra, che altro non è che il trattenimento dell’energia solare, e quindi del calore, nella zona subito adiacente al nostro pianeta, permettendoci di avere le condizioni climatiche a cui siamo abituati. Una mancanza di atmosfera si risolverebbe in condizioni decisamente ostili alla vita come la intendiamo noi, come per esempio su Marte. Lì l’escursione termica giornaliera è estremamente elevata. L’effetto serra è quindi un effetto di per sé utile e indispensabile. Il problema si è presentato quando troppi gas sono stati immessi in atmosfera e hanno cominciato ad aumentare questo effetto.

inquinamento dell'aria, riscaldamento globale
Photo by Pixabay from Pexels

SOSTENIBILITA’

Come si collegano le cose viste fino ad ora con la sostenibilità? La definizione di sostenibilità non è semplice e tanto meno scontata. Bisogna confrontarsi con una serie di concetti come: qual è la qualità di vita minima che saremmo disposti ad accettare? E cosa rende uno stile di vita migliore o peggiore rispetto a un altro?

Le risposte a queste domande richiederebbero troppo spazio, quindi cercherò di lasciare un consiglio che poi in futuro potremo approfondire. Per avere una vita 100% sostenibile bisognerebbe non essere mai nati. Detto questo, possiamo fare del nostro meglio per lasciare un’impronta più leggera possibile sulla Terra. Il concetto di base è quello di ridurre le nostre emissioni di CO2, quindi quando ci si presentano varie opzioni possiamo provare a scegliere la migliore sotto questo aspetto. Ridurre il consumo della carne, evitare il più possibile di comprare cibi monoporzione imballati nella plastica, preferire la bicicletta o i mezzi pubblici alla macchina (o al limite condividerla, facendo car-sharing), non sprecare e creare rifiuti inutili. Tutte queste accortezze, per quanto banali possano sembrare a primo acchito, sono la base fondamentale per essere più sostenibili.

Photo by Daria Shevtsova from Pexels

CONSIDERAZIONI FINALI

Vorrei concludere condividendo con voi alcune considerazioni che magari avete già fatto o sentito, ma che trovo sia utile ripetere. Il cambiamento climatico è un problema quasi esclusivamente nostro, non del pianeta. Ci sono già state ere molto calde o molto fredde nella storia del nostro pianeta, ma lui è ancora qui. Questi periodi hanno portato profondi mutamenti ed estinzioni più o meno gravi. Questa volta non è diverso dalle altre (a parte per il fatto che sembra stia avvenendo molto più velocemente rispetto alle altre volte), quindi il problema non è tanto “salvare il pianeta”, ma salvare noi stessi. Ovviamente, una cosa implica l’altra. Al momento questo è la nostra unica casa e siamo davanti a due alternative: modificare il nostro stile di vita tanto da rallentare, fino quasi fermare, questi cambiamenti e continuare a vivere come abbiamo sempre fatto, o trovare il modo di adattarci a essi, imparando a vivere con queste nuove condizioni.

Lago del Bianco, Alpe Veglia

lago del bianco alpe veglia hikes on planet earth passeggiate sul pianeta terra

Indirizzo: Ponte Campo, 28868 Varzo VB
Difficoltà: E (escursionistico di medio livello).
Tempo di percorrenza: 3 ore fino al lago Del Bianco.

Avevamo visto qualche foto di questo laghetto alpino e l’alpe Veglia era già sulla nostra lista da un pezzo ed è cosi che, presi dall’euforia, abbiamo commesso dei piccoli errori che hanno reso il nostro giro un po’ più lungo e impegnativo del previsto;

​Primo tra tutti abbiamo lasciato l’auto a San Domenico, appena abbiamo trovato un parcheggio gratuito, ecco, voi NON FATELO, proseguite fino a Ponte Campo, li si trova il vero inizio del sentiero con parcheggio a pagamento, 3€ per l’intera giornata, che vi risparmierà 35 minuti in più di cammino su strada asfaltata, che all’andata sono tutti in discesa ma al ritorno, dopo tante ore di cammino saranno tutta faticosissima salita!

sentiero alpe veglia hikes on planet earth passeggiate sul pianeta terra trekking piemonte

L’inizio del sentiero è subito fuori dal parcheggio, il primo tratto di strada è carrozzabile, all’ingresso nel bosco la salita è abbastanza dolce ma superata la sbarra, e ammirate le stupende cascate, tutto diventa più impegnativo. ​

sentiero alpe veglia hikes on planet earth passeggiate sul pianeta terra trekking piemonte
sentiero alpe veglia hikes on planet earth passeggiate sul pianeta terra trekking piemonte

Una piccola cappelletta sul lato destro della strada indica l’inizio del tratto in piano, sempre molto largo e facilmente percorribile, passiamo sul ponticello in legno che attraversa il fiume proseguiamo dritto e sul lato destro incontriamo una maestosa cascata, uno strappo finale in salita e raggiungiamo il rifugio CAI Arona a quota 1760mt, più o meno un’ora e mezza di cammino dalla partenza.

sentiero alpe veglia hikes on planet earth passeggiate sul pianeta terra trekking piemonte
sentiero alpe veglia hikes on planet earth passeggiate sul pianeta terra trekking piemonte
sentiero alpe veglia hikes on planet earth passeggiate sul pianeta terra trekking piemonte

​Entrando all’interno dello steccato in legno del rifugio, sul lato sinistro dell’edificio, troverete una fontanella dove fare rifornimento di acqua fresca e riposare qualche minuto all’ombra per poi procedere sul retro del rifugio su un piccolo e ripido sentiero che conduce al lago. Dopo alcuni minuti di salita molto impegnativa incontriamo un bivio con un cartello che indica lago Del Bianco in entrambe le direzioni, prendiamo il sentiero di sinistra, quello che indica il tempo di percorrenza più breve per raggiungere la meta. Ci incamminiamo all’ombra di un bosco pianeggiante per una decina di minuti, usciti dal bosco inizia la fase davvero impegnativa, la salita si fa molto ripida e sassosa, dopo poco più di mezz’ora di salita si incontra un bivio all’ombra di un albero, su un sasso troviamo l’indicazione per la Conca Mottisca a sinistra quindi proseguiamo verso destra. 

sentiero alpe veglia hikes on planet earth passeggiate sul pianeta terra trekking piemonte
sentiero alpe veglia hikes on planet earth passeggiate sul pianeta terra trekking piemonte

Dopo un’altra breve ma impegnativa salita incontriamo una pietraia in piano che conduce al lago. Siamo a quota 2170 mt di altitudine, ad un’ora e 20 di cammino dal rifugio e il panorama è meraviglioso.

lago del bianco alpe veglia hikes on planet earth passeggiate sul pianeta terra

TI è PIACIUTO QUESTO ARTICOLO?

SOSTIENICI CON UN CAFFè 

Giornata internazionale della Montagna

Oggi, 11 Dicembre, è la Giornata Internazione della Montagna, e non posso proprio esimermi dal dire qualcosa.

Vorrei che questo fosse un messaggio per celebrare, per aumentare la consapevolezza e per salvaguardare l’immenso patrimonio montano che possediamo.
Partiamo dai numeri e dalle cose pratiche, tutti noi, bene o male, sappiamo che le nostre montagne sono fondamentali per la sopravvivenza del nostro pianeta.

Il territorio montano è circa un quarto delle terre emerse del pianeta, in Italia ricopre quasi la metà della superficie.
E’ importante dal punto di vista alimentare perché ospita una vasta biodiversità agricola e da quello idrico perché è il più grande serbatoio d’acqua che possediamo.
Nonostante ciò, ad oggi, le montagne sono le più colpite dal cambiamento climatico e dall’inquinamento dell’uomo.
Diciamo la verità, se sei capitato sul mio sito, molto probabilmente c’è un motivo per cui la montagna è importante per te ed è qualcosa di strettamente personale. che conosci solo tu. Quello che ogni volta ci spinge a giustificarci di fronte al “ma chi te lo fa fare?” “ma perché fare tanta fatica quando puoi riposare?” e che è sentimento difficile da spiegare per chi non l’ha mai vissuto.

perchè iniziare a camminare

A tutti noi, che ogni volta che possiamo ci mettiamo su un sentiero, la montagna ha insegnato ad essere forti e allo stesso tempo pazienti, ci ha fatto capire che non abbiamo bisogno di molto per essere felici, tutto quello che ci serve può entrare in uno zaino.
Ci siamo resi conto che ogni volta che ci mettiamo in marcia possiamo spingere le preoccupazioni giù, fin sotto agli scarponi e ritrovarci in cima con il cuore più leggero.
Ci ha insegnato ad ascoltarla, a rispettarla e a non avere fretta.
Ed è questo il modo migliore per salvaguardarla: non avere fretta! Andate piano e  godetevi ogni piccolo regalo che la natura mette sul vostro sentiero ma soprattutto ricordatevi sempre di non lasciare tracce!

TI è PIACIUTO QUESTO ARTICOLO?
SOSTIENICI CON UN CAFFè

Cascata Acquafraggia

cascata acquafraggia, piuro, valchiavenna, sondrio, hikes on planet earth, passeggiate sul pianeta terra, trekking in lombardia

TREKKING ALLE CASCATE DELL'ACQUAFRAGGIA, PERCORSO DA PIURO A SAVOGNO.

Indirizzo: Cascate di Acquafraggia, 23020, Piuro, SO – Italia.
Tipo di percorsoE (medio) nel tratto del sentiero panoramico e T (turistico) nel tratto della mulattiera.
Tempo di percorrenza: 1.40 fino a Savogno, 3 ore per il giro ad anello senza soste.

COME ARRIVARE

Arrivati a Chiavenna, troverete le indicazioni ben segnalate per raggiungere le cascate dell’Acquafraggia.
Una volta arrivati non avrete bisogno di cercarle perchè vi basterà alzare lo sguardo e le vedrete li, maestose ed imponenti.
Quindi, tirate fuori gli scarponi e preparatevi per questo nuovo pomeriggio di trekking.
Ci sono due percorsi per raggiungere il paese di Savogno,che si trova in cima alla cascata, entrambi si sviluppano per tutta la loro lunghezza sotto la fresca ombra del bosco.
Un sentiero è a scalini e segue la mulattiera mentre l’altro è un sentiero panoramico, ed è quello che abbiamo deciso di percorrere noi.
Rivolti verso la cascata si prosegue verso sinistra, fino alla fine degli argini di cemento che contengono il fiume, e poi si svolta a destra.

fiume sul lato sinistro della cascata acquafraggia, piuro, valchiavenna, sondrio, hikes on planet earth, passeggiate sul pianeta terra, trekking in lombardia

DIAMO IL VIA ALLA SALITA

Questo sentiero è quello un po’ più duro (ed è classificato appunto con la lettera E).
Non vi nascondo che abbiamo fatto fatica e ci siamo spesso fermati a prendere fiato!
Il dislivello è impegnativo, in circa 5 km si affrontano 500 m di salita continua ed è quindi necessaria un minimo di preparazione.
Lungo il sentiero si incontrano due punti panoramici:

  •  un ponticelli in legno dal quale osservare la maestosità della cascata a sinistra e la vallata con i suoi paesini a destra.
  •  un ponte in legno più grande, poco più in alto, dal quale si può ammirare la sorgente della cascata.
ponticello sulla cascata acquafraggia, piuro, valchiavenna, sondrio, hikes on planet earth, passeggiate sul pianeta terra, trekking in lombardia
sorgente della cascata acquafraggia, piuro, valchiavenna, sondrio, hikes on planet earth, passeggiate sul pianeta terra

ARRIVO A DESTINAZIONE

Da quest’ultimo punto panoramico in venti minuti si raggiunge Savogno, a quota 932 m, che è stato fino a pochi anni fa un paese fantasma.
Oggi sta lentamente riprendendo vita, grazie soprattutto alla presenza di un Rifugio che offre cibo e alloggi.
Dal prato antistante la chiesa si scorge un magnifico belvedere  ed è proprio qui che ci fermiamo per consumare il nostro pranzo al sacco.

vista dalla cascata acquafraggia, piuro, valchiavenna, sondrio, hikes on planet earth, passeggiate sul pianeta terra
paese di savogno in cima alla cascata acquafraggia, piuro, valchiavenna, sondrio, hikes on planet earth, passeggiate sul pianeta terra.

PRONTI PER LA DISCESA

Per scendere di nuovo alla base della cascata dell’Acquafraggia le opzioni sono sempre due ma in entrambi i casi bisogna uscire dal paese per lo stesso percorso che abbiamo affrontato salendo.
Arrivati alla pensilina in legno con la mappa potete decidere se proseguire sullo stesso sentiero di prima o se percorrere la mulattiera, sulla sinistra, che fisicamente è meno impegnativa, ed è formata da 2866 gradini. 
Il percorso finisce tra le case, dalla parte opposta rispetto a dove avevamo intrapreso il sentiero.
Giunti di nuovo al punto di partenza ci si può fermare nel prato sottostante per riposarsi all’ombra e rinfrescarsi con le goccioline d’acqua che arrivano dalla cascata.
Se invece siete appassionati di arrampicata non molto distante potrete trovare una falesia.
Ricordate che nei week end, specialmente in caso di bel tempo, il prato è sempre affollatissimo!

cascata acquafraggia, piuro, valchiavenna, sondrio, hikes on planet earth, passeggiate sul pianeta terra.

Cascate nascoste nella provincia di Varese

Questo è un post in continuo aggiornamento, una guida pratica e utile di tutte le cascate presenti nel varesotto, mano a mano che riusciremo a documentarle le inseriremo qui e siamo sempre aperti a consigli e suggerimenti!
Forse in molti non sanno che la provincia di Varese è ricca di cascate e di magnifici luoghi nascosti, noi cercheremo di scovarne il più possibile.

CASCATA DI CITTIGLIO

La prima cascata che abbiamo visitato è stata quella di Cittiglio, dico cascata al singolare anche se in realtà sarebbero 3 perchè una frana di ormai più di 6 anni fa impedisce di raggiungere la seconda e la terza. Si lascia l’auto nel parcheggio di fronte al giardino comunale del paese e si prosegue a piedi seguendo le indicazioni. Il sentiero è  ben segnalato e in una ventina di minuti, senza difficoltà si raggiunge la cascata, non la si può vedere bene di fronte a meno che non si decida di mettere i piedi nell’acqua, seguendo il torrente si possono trovare altri bei saltelli, dei ponticelli caratteristici e se ci andate in autunno anche tante, tantissime castagne.

CASCATA DEL PESEGH

Questa cascata è stata un po’ difficile da raggiungere non perchè avesse grandi difficoltà di percorso, anzi non ne ha per niente, semplicemente perchè non si capisce da dove intraprendere il sentiero. Arrivati nel paese di Brinzio, provenendo da Rasa, al benzinaio ci si trova di fronte ad un bivio, prendete la strada che va verso destra e lasciate l’auto davanti alla casa gialla che sta sulla sinistra, aguzzate la vista perchè passata la casa sarà impossibile lasciare l’auto altrove e dovrete percorrere dei chilometri prima di trovare uno spiazzo sufficiente per fare manovra e tornare indietro. Lasciata l’auto nel punto indicato si prosegue a piedi lungo la via Marconi e a metà del guardrail in curva c’è un piccolo cartello di legno che indica la cascata, non scendete nel bosco prima o dopo questo cartello o non troverete il sentiero. La strada è semplice, breve (ci vorranno all’incirca 15 minuiti) e attraversa le rovine di una ex Filanda, davvero molto suggestive. Proseguendo oltre le rovine il rumore della cascata sarà inconfondibile e vi guiderà, è davvero tanto rumorosa quanto spettacolare, per molto tempo fu utilizzata come fonte di energia.

CASCATA DI CUASSO

Trovare questa cascata è stata una vera e propria impresa, i cartelli lungo il sentiero non sono precisi e i siti internet che la documentano non ci sono stati d’aiuto quindi cercherò di spiegarvi tutto il più dettagliatamente possibile per evitare che finiate, come noi, a camminare 10km quando avete la cascata sotto il naso!

Si percorre la sp29 in direzione Cuasso al Monte, una volta giunti in zona seguite prima le indicazioni per Cavagnano, una volta raggiunto il paese seguire i cartelli che indicano il cimitero, questo è il posto migliore dove lasciare l’auto. Scarponi ai piedi e zaini in spalla, si prosegue in salita lungo la strada asfaltata, superati un paio di tornanti ci si trova di fronte una stradina con il cartello “rispetta la natura” che indica l’ingresso nel bosco.
Si cammina lungo il letto di un torrentello secco e pieno di ciottoli, lungo questo sentiero sulla sinistra si incontra una piccola cappelletta, proseguite dritto, si arriva infine ad un bivio con 3 cartelli, alcuni caduti, altri girati al contrario, prendete la strada che va verso destra, ​dopo pochi passi potrete intravedere il letto del torrente sulla sinistra e lo spettacolare ponticello, 

non attraversate il fiume ora ma proseguite sul vostro percorso e attraversatelo facendo uso del ponticello. Con il ponte alle spalle, prendete il sentiero che scende verso sinistra (i sentieri sulla destra portano all’alpe tedesco e al confine con la svizzera).

Occhi aperti perchè il bosco è molto fitto, dopo pochi metri troverete, sul lato detro della strada, i cartelli che indicano il sentiero, ​e degli scalini che scendono verso sinistra, arrivati in fondo agli scalini si apre la vista sulla meravigliosa cascata!

CASCATA DI FERRERA DI VARESE

forse in assoluto uno dei luoghi più facili da raggiungere.
Raggiunto il paese Ferrera di Varese ci sono molti posti dove lasciare l’auto (parcheggio delle poste, del municipio..), i più comodi sono il parcheggio della scuola materna e quello vicino alla fermata dell’autobus. Lasciata l’auto seguire i cartelli marroni che indicano la cascata. 
Entrati nel parco, a piedi, vi troverete di fronte ad una strada in curva, imboccando la stradina che si trova proprio sulla curva vi troverete subito di fronte alla cascata di Ferrera.

Se invece di prendere la stradina sulla curva proseguite sul ponticello che passa sopra al ruscello incontrerete la 

CASCATA FERMONA

dopo una passeggiata di 5 minuti lungo il sentiero, giunti alla fine della strada si incontra una discesa, breve ma piuttosto intensa che porta a questa maestosissima cascata.

CASCATA DELLA FRODA

Per arrivare al sentiero per questa cascata bisogna percorrere la sp69, verso Castelvaccana, tra Portovaltravaglia e caldè, troverete la svolta per Nasca, guinti in paese si prosegue per S. Antonio fino a trovate il cartello con l’indicazione ” cascata della froda” dopo più o meno 1 km, proprio davanti al cartello, sull’altro lato della strada c’è un mini spiazzo dove lasciare l’auto, c’è posto per una, massimo due auto, quindi l’alternativa è lasciare la macchina a S. Antonio e percorrere il chilometro a piedi. Il percorso è semplice, ben segnalato e dura più o meno 30 minuti, per amminare la cascata da vicino bisogna passare sopra al ponticello in ferro e salire su una piccola scaletta metallica 

proseguendo in auto lungo la strada trovate le indicazioni per il poggiolo di castelvaccana, un meraviglioso punto panoramico, il sentiero per arrivarci è breve ma molto, molto intenso, una sudata che vale la pena fare per il bellissimo panorama!

TI è PIACIUTO QUESTO ARTICOLO?

SOSTIENICI CON UN CAFFè

Diga del Gleno

Trekking alla Diga del Gleno, sentiero da Pianezza alla diga.

indirizzo: 24020 Pianezza BG.
tipo di percorso: T (turistico, semplice)
tempi di percorrenza: 1 ora per raggiungere la diga.

Questo sentiero è perfetto da affrontare in qualsiasi stagione per il percorso breve, senza difficoltà e per i colori da mozzare il fiato.

Il percorso è quello che porta dalla frazione Pianezza (1267m) nel comune di Vilminore di Scalve fino alla Diga del Gleno.
Potete lasciare l’auto nel parcheggio vicino alla chiesa, in caso fosse pieno (come spesso accade) potete parcheggiare lungo la strada.
Messi gli scarponi, si imbocca la stradina in sampietrini alla destra della vasca con la fontana e si svolta immediatamente a destra nella primissima via tra le case. 
Da qui si affronta una scalinata naturale che ci porterà in prossimità di alcune baite e si prosegue in salita all’ombra del bosco.
Arrivati di fronte ad una passerella in cemento che incrocia il nostro cammino proseguiamo verso sinistra, da questo momento il sentiero sarà in piano e in alcuni punti sarà protetto da barriere e scavato nella roccia.

Lo spettacolo che si apre di fronte ai nostri occhi è ciò che rimane della Diga del Gleno e rappresenta il ricordo di una dolorosissima tragedia. Infatti, dopo pochissimi anni dalla sua costruzione, a seguito del riempimento dell’invaso, la diga cedette e causò la morte di almeno 350 persone. 

Oggi è un punto di ritrovo per camminatori, amanti della montagna ma anche per tante famiglie con bambini.
Potrete anche trovare un bivacco dove ripararvi in caso di pioggia e un piccolo bar dove sorseggiare un tè caldo ammirando gli incredibili colori del lago.

diga_del_gleno_elisa_hope

TI è PIACIUTO QUESTO ARTICOLO?

SOSTIENICI CON UN CAFFè

Orridi di Uriezzo

marmitte dei giganti orridi di uriezzo baceno val ossola hikes on planet earth

Via Guglielmo Marconi, 51, 28861 Baceno VB

 T (percorcorso turistico facile)

 90 minuti per il giro completo.

Questa è una passeggiata semplice, adatta a tutti, a famiglie con bambine e a chiunque voglia avvicinarsi al mondo delle escursioni nella natura.

orridi di uriezzo baceno val ossola hikes on planet earth

Come sempre fate attenzione, tenete i bambini vicino a voi, indossate scarpe adatte e guardate dove mettete i piedi!
Ci sono molti punti da cui è possibile intraprendere il sentiero, noi abbiamo scelto di partire da Baceno perché è il punto che conosciamo meglio, c’è un bar che prepara bioches strepitose in centro al paese e c’è molto parcheggio a disposizione (entrando in paese, dubito dopo la farmacia sulla sinistra c’è un grande parcheggio libero o, se avete fortuna, potete trovare spazio proprio di fronte alla chiesa di San Gaudenzio)
​Quindi iniziamo:
Arrivati alla chiesa di San Gaudenzio si scende per il sentiero proprio vicino agli scalini della chiesa, sul lato sinistro, e si segue la mulattiera.

orridi di uriezzo baceno val ossola hikes on planet earth chiesa di san gaudenzio

Al secondo bivio (è comunque ben segnalato, non vi preoccupate) si prende il sentiero a sinistra che conduce ad uno spiazzo con una piccola centrale elettrica, da qui si sale seguendo il sentiero protetto dalle barriere e si incontra l’ingresso dell’Orrido Sud, vi consiglio si vederlo per primo, è sicuramente il più maestoso e conosciuto dei tre ma arrivando presto lo potrete trovare vuoto! Proseguite lungo il percorso obbligato, tra scalini in ferro e strettoie.

orridi di uriezzo baceno val ossola hikes on planet earth
orridi di uriezzo baceno val ossola hikes on planet earth, secondo orrido, passeggiate sul pianeta terra

All’uscita avrete due possibilità, andare verso destra e proseguire per gli altri orridi oppure andare verso sinistra per dare un’occhiata alle Marmitte dei Giganti e al caratteristico ponte in ferro

ponte sulle marmitte dei giganti orridi di uriezzo baceno val ossola hikes on planet earth
marmitte dei giganti orridi di uriezzo baceno val ossola hikes on planet earth

Andando verso destra all’uscita del primo orrido (oppure proseguendo dritto se tornate dalla visita alle marmitte) si percorre la ciclabile in direzione Orrido Nord-Est una bellissima casetta in pietra in prossimità di un bivio vi indicherà che siete vicini

orridi di uriezzo baceno val ossola hikes on planet earth


​All’uscita si prosegue verso l’ultimo Orrido, quello ad Ovest, se avete bambini fare attenzione a tenerli vicini in questo tratto, per uscire dall’ultimo orrido bisogna servirsi si una scaletta in ferro ed un piccolo tratto del sentiero è un po’ esposto ma comunque presenta un cavo d’acciaio di sicurezza a cui tenersi.

Giunti alla fine avete due alternative per tornare alla vostra auto, percorrere la “scalinata ad zanin” che sale verso la strada asfaltata e quindi camminare sulla provinciale che sbuca dietro alla chiesa di San Gaudenzio oppure tornare indietro e seguire le indicazioni per Varampio oppure per la Chiesa di Baceno (a seconda dei cartelli) e godervi ancora un po’ di aria fresca in mezzo alla natura.

TI è PIACIUTO QUESTO ARTICOLO?

SOSTIENICI CON UN CAFFè 

Lago Vannino e Lago Sruer

sentiero per il lago vannino e lago sruer, val formazza, on planet earth passeggiate sul pianeta terra trekking piemonte

Indirizzo: Frazione Ponte, 28863 Ponte VB.
Tipo di percorso: T (turistico) fino al lago Vannino, E (escursionistico/medio) fino al lago Sruer.
​tempo di percorrenza: 90 minuti fino al Lago Vannino, 2 ore fino al Lago Sruer.

​Una volta raggiunto il paese di Valdo, cercate le indicazioni per la seggiovia Sagersboden.

seggiovia che da Valdo porta a Sagersboden, in valle Formazza.

​Il piazzale della seggiovia è piccolo ma è riservato a chi acquista il biglietto per la salita quindi se arrivate di buon ora troverete posto.
​La seggiovia è aperta tutti i giorni dalle 8.30 alle 12.00 e dalle 14.00 alle 16.30 mentre nel week end fa orario continuato dalle 8.00 alle 16.50 quindi calcolate bene i tempi per le pause altrimenti vi toccherà allungare di un’altra ora e mezza per raggiungere l’auto.
Il prezzo della seggiovia è di 8€ per la sola salita/discesa e di 10€ per salita e discesa.
La seggiovia permette, in pochi minuti, di superare i primi 500 metri di dislivello, portandoci a quota 1772, ed è da qui che inizia il nostro giro.

Il primo chilometro non è dei più semplici, specialmente a muscoli freddi, quindi partite piano piano e senza fretta. 

​La salita è abbastanza impegnativa ma lungo le curve potrete ammirare piccole cascatine che vi permetteranno di rinfrescarvi e riprendere un po’ fiato.
Finito il tratto in salita il sentiero diventa piano e si può godere dello spettacolo della vallata libera e aperta, contornata da alte montagne rocciose e dal fiume alla nostra sinistra che ci accompagna.

sentiero per il lago vannino e lago sruer, val formazza, hikes on planet earth, passeggiate sul pianeta terra, trekking piemonte

Dopo 40 minuti di cammino incontriamo la spettacolare cascata. ​

sentiero per il lago vannino e lago sruer, val formazza, hikes on planet earth, passeggiate sul pianeta terra, trekking piemonte
sentiero per il lago vannino e lago sruer, val formazza, hikes on planet earth, passeggiate sul pianeta terra, trekking piemonte

Il tratto di sentiero si fa impegnativo ancora per qualche minuto in prossimità della dighetta e della strada gippabile ma superata la salita entriamo nella piana che conduce fino al lago Vannino.
L’ultimo sforzo per risalire la diga ed eccolo qui, quota 2177mt (circa un’ora e mezza di cammino)

sentiero per il lago vannino e lago sruer, val formazza, hikes on planet earth, passeggiate sul pianeta terra, trekking piemonte
sentiero per il lago vannino e lago sruer, val formazza, hikes on planet earth, passeggiate sul pianeta terra, trekking piemonte
sentiero per il lago vannino e lago sruer, val formazza, hikes on planet earth, passeggiate sul pianeta terra, trekking piemonte

Decidiamo di pranzare sulla sponda destra del lago per goderci a pieno questo spettacolo, bisogna guadare qualche torrentello e fare ancora qualche minuto di cammino, non esiste una strada precisa ma alla fine, tolti gli scarponi possiamo mettere i piedi nell’acqua, gelida e rigenerante!

    Se decidete di mangiare il vostro pranzo al sacco in mezzo alla natura ricordate di riportare a valle i vostri rifiuti (e anche quelli di chi è più maleducato se li trovate sul vostro percorso) anche se sono biodegradabili!
Dopo una breve pausa ripartiamo in direzione lago Sruer, esistono due sentieri, uno che parte dalla destra del lago Vannino, segnalato da cartelli, ma per raggiungerlo dalla nostra posizione dovremmo tornare indietro fino al rifugio Margaroli, quindi decidiamo di intraprendere il secondo sentiero, ripido e ben evidente, che taglia a metà la montagna. Il dislivello e la difficoltà sono notevoli ma il tratto è davvero breve quindi si riesce ad affrontarlo senza problemi e in una ventina di minuti eccoci qui a quota 2320 metri.

sentiero per il lago vannino e lago sruer, val formazza, on planet earth passeggiate sul pianeta terra trekking piemonte

Al ritorno ci fermiamo a bere qualcosa di fresco al rifugio Margaroli, ve lo consigliamo caldamente, il proprietario non è solo gentile è molto di più! sicuramente ci torneremo per un pranzo o magari anche un week end perchè questo posto merita veramente!
Camminando di buon passo, anche per paura di perdere l’ultima discesa della seggiovia, in un’ora abbiamo coperto l’ultimo tratto di strada che parte dal rifugio e porta al nostro punto di partenza.

TI è PIACIUTO QUESTO ARTICOLO?

SOSTIENICI CON UN CAFFè